Crisi commercio in periferia, Giorgi:«Da affrontare coi consorzi»

«In centro dati sulle vendite positivi grazie a mercatini ed eventi collaterali»

«C'è una commistione tra pubblico e privato per quanto riguarda il commercio, che è un limite non facile da sorpassare». Queste le parole dell'assessore al Commercio ed eventi correlati Lorenzo Giorgi sulla crisi degli esercizi commerciali nelle periferie triestine, evidenziata dal recente report trimestrale della Confcommercio. «In un simile contesto - dichiara Giorgi ai microfoni di Telequattro - il Comune può incentivare la nascita dei consorzi: dove i commercianti lavorano insieme, come a Opicina e a San Giacomo, il settore riesce a tenere. In quartieri come San Luigi e nel quadrilatero di Melara c'è invece una desertificazione totale. Cercheremo di promuovere e aiutare le realtà commerciali rionali con una serie di manifestazioni che inizieranno a tarda primavera».

Dichiarato invece l'impegno a mantenere alti gli standard del commercio in centro: «I dati sono chiari - spiega l'assessore - la scelta di questa amministrazione (promuovere anche eventi collaterali come i mercatini di qualità) ha permesso di avere dei dati positivi sulle vendite dei negozi durante quei periodi. L'amministrazione si impegnerà a procedere in questo senso e chiediamo ai commercianti di impegnarsi per garantire ai clienti buona qualità e servizi, anche per sorpassare il grosso problema degli acquisti online».

In risposta alle polemiche sui prezzi nei mercatini, spesso definiti troppo elevati, Giorgi ribatte: «I prezzi dei mercatini non sono bassissimi, ma queste manifestazioni offrono prodotti di qualità e servono a portare un maggior numero di persone nella zona circostante, per cui se solitamente in piazza Sant'Antonio passano 2.000 persone al giorno, con i mercatini ne passano 10.000: 8.000 chances di vendita in più per i nostri commercianti stanziali».

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