Senza lavoro e (quasi) casa, Mario Radesich e il sogno di un'associazione di disoccupati

Il muggesano che dalla metà agosto del 2014 le mattine allestisce un banchetto per l'elemosina (in cambio regala un mazzo di erme aromatiche) ha ricevuto in comodato d'uso gratuito un campo da coltivare e ora vuole raccogliere i fondi necessari per fondare un'associazione di disoccupati e nonni e gli attrezzi agricoli

«Ringrazio tutti i lettori di TriestePrima che l'anno scorso mi ha dato spazio e ha fatto conoscere la mia drammatica realtà: vivo grazie alla gente». Mario Radesich, il muggesno di cui avevamo parlato nell'agosto del 2014, vive ancora in condizioni precarie, senza lavoro e con la casa a rischio ipoteca, che in questi mesi è riuscito a resistere grazie all'aiuto dei triestini che ogni giorno si recavano a lasciargli deelle offerte o a offrire qualche lavoretto occasione.

57 anni, per circa 30 anni gestore di bar, è stato costretto dagli eventi della vita a chiedere l'elemosina fuori dall'ospedale di Cattinara, in cambio, ai chi lo aiuta, offre un mazzetto di ciclamino o salvia. «La casa è ancora a rischio asta (18 mesi che non pago muto e bollette)», spiega Mario, che ora cerca «soci per il suo progetto "Campo 2015 (Il sogno)", un campo da coltivare che mi è stato offerto in comodato d'uso gratuito e che voirre allestire per far lavorare e vivere dei suoi frutti i membri di un'associazione di disoccupati e nonni (o comunque senza casa)»

Chiunque fosse interessato, a diventare socio o a fare un'offerta «utile a fondare l'associaizone, comprare gli strumenti agricoli necessari e ristrutturare una casetta che diventerà la sede sociale», conclude Radesich, aiutato in quest'iniziativa da Miriam e Giancarlo.

Per informazioni contattate la nostra redazione e vi metteremo in comunicazione con Mario: redazione@triesteprima.it.