Crollo Gorizia, il sospetto su Fabrizio Facchettin

Dall'appartamento del cinquantenne residente al piano terra si è originata la fuga di gas e l'esplosione. Alcuni elementi, tra cui uno strano tatuaggio e dei post dai significati ambigui, hanno destato i sospetti degli investigatori che non escludono l'atto volontario

Foto: Enrico Latino

La fuga di gas che avrebbe causato l'esplosione della palazzina a Gorizia, secondo le ricostruzioni dei tecnici è partita dall'appartamento di Fabrizio Facchettin, il 50 enne affetto da disabilità che abitava al piano terra, e ora i Carabinieri stanno esaminando a fondo il suo profilo Facebook. Diversi gli elementi che stanno portando i militari l'Arma a prendere in seria considerazione (tra le varie piste al vaglio, tuttora aperte) la possibilità di un gesto volontario. La notizia, diffusa da Ansa, è stata confermata dagli stessi Carabinieri di Gorizia, che al momento stanno indagando sull'account social di "fabrix 619", questo il nickname di Facchettin sul social, da cui traspaiono diversi elementi "sospetti".

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Il tatuaggio e i post su Facebook

Primo tra tutti proprio il numero 619, che l'uomo aveva anche tatuato sul braccio, e che letto all'inglese potrebbe rappresentare la data del 19 giugno (l'esplosione si è verificata nelle prime ore del 20 giugno). Questo dato da solo non costituirebbe fonte di sospetto se non fosse collegato ad altri elementi, tra cui altri post di ambiguo significato sul profilo pubblico. Hanno destato allarme, infatti, i diversi riferimenti al fuoco e la frase "Pronto per dispiegare le ali". Su altri eventuali indizi gli investigatori mantengono il più stretto riserbo mentre le indagini proseguono. L'uomo aveva vissuto a Trieste fino al 2010, per poi trasferirsi in centro a Gorizia. Coinvolti nel disastro anche una coppia al piano superiore: Sabina Trapani (43 anni) e Miha Ursic (47). 

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