Cultura, Panariti: «Trieste del '700 città brulicante di umanità»

«L'assessore regionale all'istruzione parla del capoluogo giuliano come descritto nella mostra "Maria Teresa e Trieste. Storia e culture della città e del suo porto"»

Foto di repertorio

La Trieste del Settecento, descritta nella mostra "Maria Teresa e Trieste. Storia e culture della città e del suo porto", era «brulicante di umanità attratta da sogni di fortuna e dalle possibilità che consentivano a tutti i ceti sociali di spostare capitali e interessi». Questo il ritratto della città fatto da Loredana Panariti, assessore regionale all'Istruzione, nella sua veste di professore associato di Storia economica all'Università di Trieste e componente del Comitato scientifico della mostra in corso al Magazzino delle Idee, intervenendo, assieme a Alessandra Marin e Daniele Andreozzi, alla tavola rotonda organizzata dall'Erpac (Ente regionale patrimonio culturale) e dall'ateneo triestino sul tema "Panorami complicati. Donne e uomini negli spazi e nei miti della Trieste teresiana".

Panariti ha raccontato «una rete europea in cui Trieste si è inserita, una piazza bambina che per crescere ha saputo creare rapporti e indicare norme basate su un capitale sociale fatto di commerci e relazioni non codificati ma fondati su poche regole e su molta fiducia». Per Panariti «da questo modello di fiducia, dal quale è nata e si è trasformata la città, sono sorte le assicurazioni, grazie a solidi capitali costruiti grazie all'assenza di tassazione del patrimonio, divenuto contestualmente patrimonio azionario. Su ceti sociali diversi, su donne e uomini con storie diverse, sulla capacità di analisi e di studio, di investimento e coraggio è nata la Trieste che conosciamo», ha concluso Panariti.

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