Musei Fvg, Torrenti: «La cultura crea sviluppo e occupazione giovanile»

I musei del Friuli Venezia Giulia possono vantare un milione di visitatori, ben il doppio degli spettatori del calcio, ma che sono in grado di generare solo 2 milioni di euro di incassi

«Il settore culturale è tra i pochi a produrre uno sviluppo che non esaurisce mercato, ma che anzi crea esponenzialmente altro sviluppo e potenziale occupazione di qualità, soprattutto giovanile».

Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, intervenendo oggi alla prima giornata della quinta edizione del Future Forum, iniziativa della Camera di commercio di Udine che quest'anno è incentrata sulle "economie della bellezza".

L'assessore ha evidenziato alcuni dati che, messi a confronto, «sono sorprendenti e ci aiutano a capire quello che siamo e che potremmo diventare». Torrenti, assessore regionale allo Sport oltre che alla Cultura, ha evidenziato come il settore calcio in Friuli Venezia Giulia registri mezzo milione di biglietti paganti e un incasso di sei milioni di euro (il basket tocca quota un milione e 200 mila euro di incassi).

A fronte di queste cifre, i musei del Friuli Venezia Giulia possono vantare un milione di visitatori, ben il doppio degli spettatori del calcio, ma che sono in grado di generare solo 2 milioni di euro di incassi.

«Un valore veramente basso a fronte del gran numero di visitatori - ha fatto notare Torrenti - soprattutto se confrontiamo altri settori culturali: il teatro può contare su 850 mila paganti ma crea 20 milioni di incassi e 50 milioni di indotto; il cinema ha 2 milioni e 700 mila paganti e produce 27 milioni di incassi derivanti solo da biglietti e micro indotto relativo a merchandising e servizio bar».

«C'è quindi - ha aggiunto Torrenti - un enorme potenziale di sviluppo che può ruotare sui musei e che però deve essere attivato da un'offerta di servizi innovativi e da una buona accessibilità fisica e museotecnica: rendere maggiormente attrattivi i musei del Friuli Venezia Giulia permetterebbe di creare perlomeno 10 o 15 milioni di indotto che consentirebbe di attivare qualche centinaio di posti di lavoro qualificati e stabili».

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Con adeguato investimento, l'effetto volano, secondo Torrenti, porterebbe in meno di due anni il milione di visitatori attuali a due milioni. «Ci vuole davvero poco: credere e attuare una modalità di sviluppo e riqualificazione della nostra offerta culturale innovativa - ha indicato Torrenti - che passi per digitalizzazione, ma anche adeguata presenza di personale con alta formazione culturale, creazione di percorsi esperienziali che coinvolgano i visitatori e tutta una serie di servizi attrattivi».

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