Passa per Trieste e va a Pechino a piedi

Daniele Ventola è giunto qualche giorno fa in città dopo due mesi di cammino. "Seguirò la nuova via della seta di cui Trieste rappresenta il nuovo sbocco portuale in Occidente. Qui le culture si fondono ed era fondamentale passare un po' di tempo qui da voi". L'arrivo a Pechino previsto tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020

È partito a piedi 57 giorni fa da Napoli e raggiungerà la Cina tra circa un anno e mezzoDaniele Ventola, 26 anni di Napoli, laureato in Antropologia, Religioni e Civlità Orientali all'Alma Mater Studiorum di Bologna, è arrivato a Trieste in questi giorni. All'inizio della prossima settimana riprenderà il "Vento della seta" (così ha titolato il suo viaggio) che lo porterà a camminare in Slovenia, Ungheria, Romania Ucraina, Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Kirgistan, per arrivare a Pechino tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020. "Da un po' di anni pensavo di intraprendere un lungo viaggio, già durante l'università perché l'antropologia mi ha aperto gli occhi sul mondo, vale a dire lo studio dei processi umani e delle culture, e un po' perché sono di animo "pellegrino. Durante il viaggio filmo e tento di fare anche un po' di denuncia sociale del mondo in cui viviamo".  

"Stiamo distruggendo quel poco di bello rimasto"

Il giovane napoletano parla a cuore aperto. "Se la tecnologia ci ha messo sull'apice di una scala piramidale, oggi possiamo dire che oggi non siamo più noi al centro del mondo bensì noi a girare attorno alla tecnologia. Abbiamo perso ciò che vuol dire essere connessi gli uni agli altri e al mondo, e stiamo distruggendo quel poco di umanità che ci rimane e quel poco di bello rimasto nel pianeta". 

"Una contestazione lenta"

"Il mio viaggio - continua Daniele - è una contestazione lenta, 12mila chilometri sulla Via della Seta, dove Trieste è una parte fondamentale perché essendo il porto scelto per il nuovo sbocco della Via della Seta, è un punto cruciale, motivo per cui mi sono fermato qui qualche giorno in più". Daniele ha con sé uno zaino, gli occhi vispi da napoletano verace, una barba incolta e la curiosità della giovane età. "Voglio documentare Trieste e la sua realtà. Sapevo che era una città imperiale e ben poco altro. Purtroppo, Trieste e il Friuli Venezia Giulia nel resto d'Italia sono poco conosciute; attraverso i social network sto cercando il più possibile di spiegare la ricchezza di quest'area perché qui c'è veramente di tutto, sia dal punto di vista geologico sia dal punto di vista culturale". 

L'organizzazione del viaggio

La nostra regione rappresenta l'unico luogo geografico dove le culture latina, slava e germanica si fondono le une con le altre. "È davvero un peccato che non ci sia la conoscenza in Italia di questa regione". Da Napoli a Venezia Daniele ha passato molti giorni a documentare i diversi siti preistorici che ha incontrato lungo il suo cammino. "È stato anche un allenamento perché ho uno zaino che pesa 30 chili". Il giovane napoletano pensa di arrivare a Pechino tra circa  dodici, diciotto mesi. "Questo dipende un po' da situazioni non di mia volontà, visto che molti confini e alcuni stati mi danno dei problemi a livello burocratico. Non posso fare i visti che mi servono adesso, mi sono rivolto alla Farnesina, in tutti i consolati dei paesi interessati, ho presentato due istanze alla Questura di Napoli per richiedere il doppio passaporto che era l'unico modo per avere i visti: adesso entrare in Cina è un terno al lotto, fare i visti "itineranti" si può fare con estreme difficoltà". 

Sei mesi per arrivare in Russia

Questo il tempo di percorrenza per toccare il suolo russo. "Altri nove serviranno per arrivare in Cina - racconta Daniele - anche se il problema rimane. La Questura di Napoli mi ha fatto gli elogi per la motivazione del viaggio e basta". "Il titolo del viaggio - Il vento della seta - è in riferimento a un vento che rispolvera, che rimane sopito, che resta nascosto, mentre il cammino e le vie hanno sempre collegato l'umanità, abbiamo sempre scambiato informazioni; per questo voglio portare lo spirito dell'antica via della seta sulla nuova via della seta, per augurare un nuovo progresso". Dove dormirai? "Non lo so, sono in viaggio. Conosco la maggior parte delle principali città ma voglio farmi trasportare lentamente dal cammino". 

L'importante è documentare

Daniele realizzerà materiale audiovisivo amatoriale. "Diventerà un diario di viaggio. Voglio parlare della storia delle persone, condividere grazie ai social network il fatto che dietro ad ogni sconosciuto ci può essere una storia incredibile e che può essere uno spunto per farci crescere: spero di stimolare le persone a conoscere gli altri. Diventerà un documentario, ma già su YouTube sto cercando di fare dei documentari itineranti a puntate del viaggio". Daniele vuole condividere il viaggio anche se è conscio delle difficoltà: "Non ho orari, non è che viaggio perché avrò un letto e un pasto caldo. Mi sveglio quando so quando sono abbastanza riposato, ma la cosa principale è documentare l'incontro con l'altro, spero sia un "vero" viaggio". Da un tavolino di un bar sul canale di Ponterosso Daniele si alza e va verso il mare. Si ferma a registrare il vento, a guardare una "razza" che nuota liberamente nello specchio d'acqua vicino e, prima di mescolarsi ai turisti, si volta e dice: "Resto qui fino a domenica, poi riparto". 

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