Degrado urbano: ex circolo di cultura popolare Pisoni ridotto a un rudere (FOTO)

Uno scempio inspiegabile, per un edificio che comunque si trova inserito in mezzo a diverse case e che rappresenta un pezzo di storia cittadina

Foto di Giada Genzo

Dalle sedie e da un banco, nei primi metri dopo aver varcato la soglia, potrebbe sembrare una scuola abbandonata, da uno sguardo più ampio verso il fondo, potrebbe venire in mente un teatrino dismesso, invece si tratta di un circolo, e precisamente l’ex circolo di cultura popolare Zeffirino Pisoni di via Orsenigo a Trieste, ridotto a un rudere. L'edificio si trova in una via molto stretta, accanto a una zona boschiva, che si raggiunge attraverso una strada piuttosto impervia. Su suggerimento di un cittadino Triesteabbandonata, il progetto curato da due giornalisti e una fotografa, che si occupa di denunciare beni dimenticati e di recuperarne la storia, ha fatto tappa nei giorni scorsi nel fabbricato che dista solo pochi metri da via Baiardi. 

L'ultima notizia online si riferisce ai fiori deposti dal Comune di Trieste nel 2012, nel corso di una cerimonia commemorativa. Fiori che tuttora sono visibili sulla targa esposta accanto a quel che resta dell'ingresso, ormai distrutto. Dentro rimane lo scheletro di un palco e sale attigue piene di rifiuti. Un cittadino racconta come lo spazio fosse stato occupato nel 1992 e utilizzato come centro sociale improvvisato, con l'intervento della polizia a sgomberare il fabbricato, poi le notizie si perdono, pochi gli aggiornamenti recenti. All'interno non esiste alcun documento o segno dell'ultima attività svolta, solo alcuni fogli rovinati, che annunciano uno sciopero, ma non vi è alcuna data scritta. 

La porta del fabbricato non solo è rotta, non esiste più, al suo posto un enorme buco sul muro, che ha permesso nel tempo numerosi bivacchi e l'introduzione di immondizie di ogni tipo. Dall'apertura si accede direttamente alla sala principale, con il palco e tante sedie e tavoli rovinati, sparpagliati qua e là. Su uno è rimasto un mazzo di carte, pare una partita lasciata improvvisamente in sospeso, nel corridoio invece spunta un enorme cartello con la scritta "pronto soccorso", cosa servisse in un circolo culturale è un mistero. 

Accanto un'altra stanza con grandi finestre, dove probabilmente si preparavano cibo e bevande, rimane un frigorifero pieno di muffa e ragnatele, decine e decine di bottiglie vuote, servizi di piatti e resti di detersivi e altri prodotti. A terra ulteriori fogli che è difficile datare e più avanti, in un altro stanzino, una pila di vecchi materassi uno sopra l'altro, insieme a immondizie e infissi caduti. Anche una porzione del soffitto della sala principale è crollata, portando già le ultime lampade rimaste. Uno scempio inspiegabile, per un edificio che comunque si trova inserito in mezzo a diverse case. Cos'è successo a questo pezzo di storia cittadina?

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