"Ronde" in via sant’Anastasio, i residenti: «Da anni spaccio e "frequentazioni pericolose"» (REPORTAGE E FOTO)

Scambi di bustine, latrine a cielo aperto, bivacchi, ragazze del luogo che bevono sulle scalinate insieme a persone sospette. I frequentatori della zona raccontano la situazione dello stabile abbandonato in via Sant'Anastasio, riportata all'attualità dalle "ronde" di Forza Nuova

Prostituzione minorile, spaccio, degrado a pochi metri da pubblici uffici e appartamenti in affitto. Questa la situazione in cui verserebbe la zona tra via sant'Anastasio, via Udine e via Pauliana, segnalata nei giorni scorsi da Forza Nuova, che con le sue "ronde" ha sollevato non poche obiezioni dalla politica e dai sindacati di Polizia. Fatti per nulla smentiti da chi vive o lavora nella zona.

Preservativi e bottiglie rotte

Al centro di tutto, uno stabile abbandonato di fronte alla sede dell'Inps in via Sant'Anastasio, una volta sede delle Poste, poi sede universitaria e ora del tutto lasciato a se stesso. Si possono vedere finestre rotte, bottiglie frantumate al suolo, escrementi umani negli angoli più nascosti e confezioni di preservativi in bella vista sulla scalinata. Scale che, a partire dal tardo pomeriggio e per tutta la notte, sono scenario di bivacchi e ritrovi che spaventano chi abita nelle vicinanze. Nel palazzo attiguo, appartenente allo stesso comprensorio, ci sono infatti appartamenti in affitto, di cui prima era proprietaria Allianz e oggi Pnb Paribas.

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"Ragazze del luogo"

Un uomo che abita in questi appartamenti dichiara che «si vedono compagnie poco raccomandabili a partire dal pomeriggio. La zona è variamente frequentata: alcuni gravitano intorno al centro diurno in via Udine o nella foresteria di via Gozzi, ma non tutti sono molesti. Certi salutano educatamente e si spostano se devo salire le scale, altri non parlano perché forse non conoscono la lingua, ma non danno fastidio. E poi ci sono altri che si ubriacano, lasciano in giro bottiglie o lattine, usano i due lucernari come orinatoi. Tra di loro ho visto spesso due o tre ragazze triestine, o comunque italiane: parlavano e bevevano insieme a queste persone, ben più grandi di loro».

Scambi di bustine

Una donna che lavora in un ufficio del palazzo di fronte ha visto qualcosa di più preciso: «Vedo sempre persone che si scambiano bustine, c'è sempre gente che gira intorno alle piante e fruga tra i cespugli, come se nascondesse qualcosa lì in mezzo. Per fortuna nel tardo pomeriggio finisco di lavorare e torno a casa, quello che succede la sera non lo immagino neanche».

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Cause e false soluzioni

Chi gestisce esercizi commerciali nelle vicinanze si è fatto un'idea precisa di come le cose si siano evolute nella zona, e i più concordano sul fatto che la situazione è precipitata da quando i dipartimenti universitari di psicologia e architettura sono stati trasferiti dall'edificio in questione a Gorizia e nel comprensorio di san Giovanni. «Adesso - dichiara una di loro - ci sono dei sopralluoghi periodici in cui la zona viene ripulita (anche dai materassi di chi ci dorme la notte, e ce ne sono). Ma non è una soluzione, perché poi i senzatetto e gli spacciatori tornano. È una zona "predisposta", perché defilata e piena di nascondigli, oltre che per la presenza di dormitori e strutture di varia accoglienza. Anni fa c'era anche una casa di appuntamenti in via Manna, e ragazze che si prostituivano per strada in via Udine. Ora la situazione è al limite del sopportabile: quell'edificio dev'essere ristrutturato e deve tornare a funzionare, in qualità di cosa non importa».

Degrado a macchia d'olio

Il degrado, com'è noto, si estende anche in piazza Libertà, in via Ghega e limitrofe. Lo spaccio in zona non è un mistero per chi frequenta la zona: una signora che abita in via Ghega e fa spesso colazione in un bar vicino all'Inps, dichiara «Una volta frequentavo il Tartini per i concerti, ora rimango a casa la sera perché via Ghega è colonizzata da stranieri. Gruppi di 5 - 6 persone che non si spostano per farti passare e si sentono i padroni della strada. A spaventarmi soprattutto è stato un episodio di un anno fa in via Geppa, in cui un uomo, (non so di che nazionalità ma non parlava italiano) mi ha chiesto informazioni su dove trovare una marca da bollo. L'ho accompagnato davanti al rivenditore di Tabacchi ma poi si è messo a seguirmi e mi ha fatto uno sgambetto, di proposito, rischiando di farmi cadere. Ho minacciato di chiamare la Polizia, a un centimetro dalla faccia mi ha urlato che non gli importava. Per fortuna sono intervenuti dei passanti».

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