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"Caso" Tuiach contro i gay, Dipiazza chiede scusa a nome della città

Il primo cittadino ha voluto porgere le scuse "a nome della città di Trieste". Tuiach assente al momento dell'intervento del primo cittadino. Nicosia (Arcigay): "Mezzo risultato, vogliamo che il Comune di renda parte attiva per promuovere una legge contro l'omotransfobia"

 

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha chiesto scusa alla comunità Lgbt a nome della città per le recenti affermazioni del consigliere del gruppo misto Fabio Tuiach. Dopo l'intervento del sindaco, Antonella Nicosia, presidente dell’Arcigay ha ricordato come le “volgarissime espressioni” a cui hanno fatto seguito le scuse del primo cittadino, abbiano portato alla protesta pubblica in aula. "Le scuse sono un mezzo risultato” ha affermato Nicosia. 

Nelle scorse settimane l’ex leghista ed ex Forza Nuova (che al momento delle scuse di Dipiazza non era presente in aula) si era espresso nei confronti delle comunità gay triestine attraverso alcuni post pubblicati su Facebook e che avevano prodotto reazioni sdegnate dall’associazionismo e dalla politica. “Tuiach ha utilizzato delle espressioni violentissime e la comunità è insorta, sentendosi offesa” così la Nicosia.

Durante la fase dedicata alle domande d’attualità in aula si è presentata anche una rappresentanza di lavoratori portuali del Clpt che avevano deciso di unirsi “spontaneamente” alla protesta del mondo Lgbt triestino. Nicosia ha concluso chiedendo “che il Consiglio comunale si renda parte attiva per la promozione di una legge contro l’omotransfobia”. 

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