Diritto di cronaca: TriestePrima non alimenta, ma informa

Quando informare diventa un crimine agli occhi di chi non vuole vedere un problema

Scrivere un editoriale è un'occasione più unica che rara per chi come me è responsabile di una testata in costante ascesa e impegnata nell'informare i propri concittadini al pari di quotidiani che hanno una forza lavoro di gran lunga superiore (per chi non lo sapesse siamo appena in tre, ndr). Ma dopo le costanti critiche, per non chiamarle accuse strumentali, ricevute da qualche giorno, è giusto chiarire ancora una volta la linea di TriestePrima.

TriestePrima è un giornale né di destra né di sinistra, ma dei triestini e di Trieste. Il suo compito e il compito della redazione è quello di riportare i fatti, le notizie, le dichiarazioni, gli eventi della città, qualsiasi essi siano, nel bene o nel male. Come detto siamo in tre, non possiamo coprire ogni notizia, ma ce la mettiamo tutta per raccontare i fatti di cronaca e gli eventi, ma anche la politica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della città stessa e quindi, oltre alla "cronaca istituzionale" di Comune e Regione (e prima della Provincia), diamo spazio alle dichiarazioni politiche di chi è interessato a inviarci propri comunicati e note stampa, cercando di mantenere in equilibrio lo spazio e la visibilità della bilancia "destra-centro-sinistra".

Come detto in questi giorni in particolare siamo stati bersaglio di chi ci addita come "fomentatori d'odio razziale (e non)" per aver riportato l'episodio dell'aggressione subita lunedì 12 dicembre da una ragazza di 18 anni in via dell'Istria a opera di tre stranieri (che la giovane ha poi descritto come "profughi"). Ancora più accuse sono giunte nel momento in cui abbiamo pubblicato il video della manifestazione di martedì 13 dicembre sempre in via dell'Istria. Insomma avremmo dovuto far finta di niente, non riportare l'aggressione, la dichiarazione dei politici in merito, né la tensione e l'intervento della Polizia dell'altra sera. Insomma per chi non vuole vedere il problema, che non è l'accoglienza, ma il disagio che questa ha generato in città (per motivi politici e non solo), avrei dovuto continuare a seguire i festeggiamenti all'interno del Mercato Coperto di via Carducci dove mi torvavo per seguire l'evento organizzato da On Cirle e il Comune di Trieste e far finta che via dell'Istria fosse in un'altra città.

A queste persone posso solo rispondere che il fondamento del diritto di cronaca è nell’art. 21 della Costituzione, in quanto libera manifestazione del pensiero. La cronaca si distingue dalle varie forme di espressione, riconducibili a quella norma costituzionale, principalmente per due ragioni. In primo luogo, si manifesta attraverso la narrazione di fatti. In secondo luogo, si rivolge alla collettività indiscriminata. Essendo la cronaca narrazione di fatti rivolta alla collettività, se ne deduce che la sua funzione è quella di informare la collettività. 

TriestePrima, per linea editoriale da me espressa ai miei collaboratori, ha dunque il compito di informare nel modo più oggettivo possibile, eliminando considerazioni, opinioni e quantaltro possa alterare una notizia, soprattutto in materia politica o su temi come quelli dell'immigrazione che sono ormai diventati strumento politico. 

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