Addio a "Doctor Photo", per 20 anni il tempio della fotografia analogica a Trieste

Dopo quasi due decenni Marcus chiude il suo laboratorio dedicato alle macchine fotografiche usate e da collezione. Uno scrigno che racconta la storia della fotografia analogica e fa riscoprire l'amore di un tempo scandito oltre l'immediatezza del digitale

Foto Aiello

Bresson sapeva bene quali fossero i momenti decisivi da immortalare e, mentre Capa li rubava dalle trincee, Vivian Maier li cercava negli specchi o tra le strade. Questi sono solo alcuni dei grandi nomi della storia della fotografia, capaci ancor oggi di emozionarci, che ignoravano il digitale, ancora troppo lontano. Quelle vecchie macchine, al momento dello scatto, facevano un rumore meccanico che le rendeva quasi vive. La perfezione infine era un'utopia ed è forse proprio quel possibile margine d'errore ad averle rese così umane ed eterne.

Sono passati ormai anni dal tempo delle pellicole, eppure il passato continua ad affascinare soprattutto appassionati, professionisti, artisti e collezionisti. E se Trieste è stata da sempre una piccola culla che ha saputo accoglierli, ad oggi, con la chiusura del Museo Alinari e la morte dei fotografi Cecere e Scabar, la città ha perso molto e continua a perdere. Con la chiusura di Doctor Photo, lo spazio dedicato alla fotografia di un tempo si rimpicciolisce sempre di più. 

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Doctor Photo

C'è, in via Polonio, un piccolo negozio che ancora oggi ama i rullini e le camere oscure. Uno scrigno che custodisce la storia e che regala magia riparando quei magnifici gioielli che, altrimenti, resterebbero chiusi in un cassetto. Aperto nel 2000 dal viennese Marcus Gabriel, Doctor Photo è specializzato nella vendita e riparazione di vecchie macchine analogiche. La sua storia comincia più di vent'anni fa: "Lavoravo alla Minolta prima di arrivare a Trieste per amore di una donna che oggi è mia moglie. Ho cominciato dando una mano in un laboratorio in via San Marco, a San Giacomo. Nel 1997 mi sono messo a riparare macchine fotografiche per conto mio, lavorando da casa fino al 2000, quando ho aperto Doctor Photo e ho fatto iniziare ufficialmente la sua storia" ci ha raccontato Marcus.

"La mia è una passione che è nata quando ero ragazzino. Ricordo che a cinque anni ho smontato la sveglia di mia madre per vedere come fosse fatta al suo interno. Crescendo mi sono dedicato alle auto, ero un meccanico. Poi, con la passione per la fotografia, in parallelo è nata anche quella per le macchine fotografiche. Mi piace riparare le cose, insomma, mi piace che funzionino".

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Marcus ripara, vende e crea. Non sono mancati infatti in questi anni workshop o eventi dedicati alla fotografia chimica. Sperimentare, per lui, è la parola chiave: "Prediligo pellicole di grande formato o lastre anche se, devo dire, sono sempre alla ricerca di qualche tecnica antica da imparare. Mentre tutti fanno passi avanti, io li faccio indietro, verso la storia. Adoro la magia della camera oscura e il fatto che la fotografia analogica ti dia la possibilità di sbagliare. Spesso sono proprio gli sbagli i risultati più belli".

"Credo che questo mestiere e questa ricerca debbano essere fatti perché si tratta di storia - ha aggiunto -. Cerco di tenerli in vita in svariate maniere affinché non si perdano. Proprio per questo mi piacciono gli artisti e, soprattutto, i giovani, la chiave per il futuro. Mi piace poterli aiutare quando arrivano con qualche vecchia foto dei loro nonni, sbiadita, e  una macchina fotografica: vogliono sapere tutto, capire".

Sugli scaffali e nelle vetrine di Doctor Photo non ci sono solo macchine fotografiche. Il negozio trasuda innumerevoli storie, diverse tra loro. Ogni pezzo esposto è appartenuto a qualcuno che, forse, ha girato il mondo o visto da vicino cose inimmaginabili. Ed è proprio con questo concetto che si può pensare a questi oggetti come a dei testimoni che passano di mano in mano per superare il tempo, oltre che a fermarlo: "Pensa che la Rolleiflex ha immortalato tutti i matrimoni a Trieste dagli anni '50 agli anni '60 - ci dice Marcus -. E questa Leica degli anni '30 apparteneva ad un reporter".

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"Le macchine fotografiche che vedi non sono fatte di plastica, ma di metallo. Oltre ad essere un pezzo di storia, durano molto nel tempo. Per esempio, questa Contaflex è fatta quasi interamente in metallo. Era ed è, tra quelle analogiche, una delle macchine più precise al mondo. E' piuttosto rara e ormai non se ne trovano molte funzionanti. E, guarda, (ci indica una scritta ndr) per questa incisione qui sopra, il suo valore aumenta ancora di più".

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Un nuovo futuro

Il 31 dicembre di quest'anno Marcus abbasserà definitivamente le serrande di Doctor Photo. C'è malinconia ma anche molto entusiasmo perché in ballo c'è un'offerta di lavoro invidiabile: "Andrò a lavorare per la Leica a Vienna. Amo Trieste e prendere questa decisione non è stato affatto semplice, ma la pressione fiscale è notevole. Per questo tipo di lavoro, che richiede pazienza e una costante ricerca dei pezzi di ricambio, non è facile. Una volta era tutto più semplice, anche per quel che riguarda la reperibilità di ciò di cui avevo bisogno. Ovviamente parlo di macchine fotografiche di una certa età".

"La Leica mi ha fatto una buona offerta, soprattutto perché c'è un gran bisogno di professionisti. Alcune macchine sono diventate davvero rare ed è impensabile commettere errori. Vienna è molto bella sì, ma non ha il mare e quel blu del Danubio che spesso viene citato dai grandi scrittori, non ha la sua stessa energia".

Il negozio resterà aperto ancora per poco e forse questa è l'occasione giusta per tirar fuori dai cassetti quelle vecchie macchine fotografiche che avete sempre guardato con malinconia a cui ora potrete dare di nuovo vita. O magari acquistarne una, per consumarla fino all'ultimo scatto: gustatevi il tempo, imparate ad avere pazienza e fotografate non solo per immortalare, ma per riscoprire quello che vi circonda.

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