Torino, scritte contro leghisti e istriani: "Nelle foibe a far concime"

Dopo la comparsa delle scritte ingiuriose arriva la netta presa di posizione della sindaca Chiara Appendino: "Sono un insulto non solo per chi di quella tragedia è stato vittima, ma lo sono per tutti gli italiani". Prevista la rimozione in giornata

"Leghisti e istriani stessa m... stessa fine. Nelle foibe a far concime". Firmato: Potere Ebraico (con una stella a sei punte). È il testo di una scritta tracciata con vernice blu su un palazzo di corso Racconigi e che, a metà agosto 2019, ha fatto indignare numerose persone nel capoluogo piemontese. La notizia viene riportata dai colleghi di Torino Today dopo numerose segnalazioni comparse su Facebook e che hanno fatto il cosiddetto "giro del web". 

Tra le condanne arrivate immediatamente quella della sindaca Chiara Appendino. "Le foibe e l'esodo degli istriani sono fatti che è bene non dimenticare mai - sottolinea la prima cittadina - e che rappresentano una delle tragedie più grandi della storia italiana, che ha lasciato ferite profonde, ancor oggi non ancora rimarginate. Quelle scritte sono un insulto non solo per chi di quella tragedia è stato vittima, ma lo sono per tutti gli italiani". Le scritte, si viene a sapere da Torino, dovrebbero venir rimosse in giornata. 

Il grave episodio era stato "denunciato" negli scorsi giorni anche dall'Unione degli Istriani, molto attiva su Facebook in merito ad ogni discussione relativa ai molteplici temi del confine orientale d'Italia. "Vigileremo affinché entro i prossimi giorni tali vergognose espressioni vengano rimosse" così il post dell'UDI. Negli ultimi tempi la Lega ha partecipato attivamente ad alcune iniziative del sodalizio guidato da Massimiliano Lacota, strizzando di fatto l'occhiolino a parte dell'associazionismo istriano presente a Trieste. 

La Lega e l'Unione degli Istriani vanno a braccetto

La visita del vicepremier Matteo Salvini alla foiba di Basovizza il 10 febbraio scorso in occasione della Giornata del Ricordo ha di fatto dato il la all'endorsement istriano nei confronti del Carroccio, come d'altronde l'accesa discussione sul film che narra la vicenda di Norma Cossetto che aveva provocato accese discussioni politiche, non solo a Trieste. Alla cerimonia di conferimento del premio da parte dell'UDI al regista Maximiliano Hernando Bruno per l'opera cinematografica erano presenti il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l'assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. 

L'associazionismo ha bisogno della politica, si sa e così, nelle ultime settimane da via Pellico è iniziato a rimbalzare il desiderio di veder rimossa l'onorificenza concessa dalla Repubblica italiana a Josip Broz il 2 ottobre del 1969. La richiesta dell'UDI ha trovato anche questa volta nella Lega l'interlocutore preferito, come dimostra la presenza dell'onorevole Massimiliano Panizzut alla conferenza stampa del 29 luglio scorso.

In quell'occasione l'esponente del Carroccio ha appoggiato la richiesta dell'UDI di modifcare la sopracitata legge che concesse l'onorificenza a Tito. Per mettere mano alla legge e per vedere soddisfatte le loro richieste, Lacota e compagni hanno infatti chiesto espressamente l'intervento della politica, visto che ufficialmente non è prevista la revoca post mortem.

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