Eutanasia: il Popolo della famiglia di Trieste contro Marco Cappato

Dopo aver aiutato a morire Dj Fabo, Cappato rischia dai 5 ai 12 anni di carcere per un articolo del codice penale risalente al 1930. In caso di "salvataggio" da parte della Corte Costituzionale, il Pdf è pronto a manifestare a Roma

Marco cappato e Dj Fabo

"Siamo pronti a manifestare a Roma se la Corte Costituzionale salva Cappato", questa la netta posizione del Popolo della Famiglia di Trieste alla vigilia del processo a Marco Cappato, l'esponente dell'associazione Luca Coscioni che rischia fino a 12 anni di reclusione per aver aiutato a morire Fabiano Antoniani, meglio conosciuto come Dj Fabo. Fabiano, ricordiamo, era tetraplegico, cieco e dipendente dalle macchine sia per il respiro che per l'alimentazione a causa di un tragico incidente, e aveva manifestato chiaramente la volontà di non continuare a vivere. La rasponsabilità di Cappato è stata quella di aver accompagnato Fabo alla clinica svizzera "Dignitas", dove la sua volontà è stata eseguita.

Istigazione al suicidio?

Domani la Corte Costituzionale dovrà deliberare sul reato di aiuto al suicidio, regolato dall'articolo 580 del codice penale, che risale al ventennio fascista (1930) e, di fatto, equiparebbe la condotta di Cappato al reato di istigazione al suicidio. Reato per cui, come anticipato, si prevede una pena dai 5 ai 12 anni.

La posizione del Pdf

Il Popolo della Famiglia di Trieste, si legge in una nota diramata dal movimento, "esprime preoccupazione per la sentenza di domani", e accusa Cappato di aver "deliberatamente infranto la legge per affermare l’ideologia del suicidio assistito e dell’eutanasia. Il nostro circolo insieme ai circoli del Popolo della Famiglia di tutta Italia è pronto a viaggiare verso Roma per una mobilitazione nazionale contro una sentenza della Consulta che dovesse essere in violazione dell’ordinamento vigente e del diritto alla vita”.

La dichiarazione di Mario Adinolfi

Viene citato nella nota anche il presidente nazionale del Pdf Mario Adinolfi: “Non abbiamo l’ansia di vedere Marco Cappato dietro le sbarre, ne faremmo solamente un inutile martire. Ma le leggi sono chiare, non si può agevolare il suicidio di un essere umano, si deve anzi fare di tutto per impedirlo. Davanti a norme così nette una sentenza di segno opposto della Corte Costituzionale mi sembra impensabile e sarebbe solo una sentenza ideologica”.

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