Facebook blocca l’account ad una drag queen triestina: riconosciuto l’errore, si scusa

Brutta disavventura per la drag queen triestina Drakonia Inchain, che si è vista bloccare per un periodo l'account (con il serio rischio della completa cancellazione) da facebook a causa del nome artistico da drag non riconosciuto dal social network

Brutta disavventura per la drag queen triestina Drakonia Inchain, che si è vista bloccare per un periodo l’account (con il serio rischio della completa cancellazione) da facebook a causa del nome artistico da drag non riconosciuto dal social network che, successivamente, ha ripristinato l’account corretto scusandosi con la drag.

«Questa brutta vicenda - esordisce la drag -  è iniziata circa ad ottobre 2014 con un problema di cui ero già a conoscenza, avendolo letto in diversi siti internet. Alcune famose drag queen americane hanno visto il loro profilo facebook bloccato, in quanto il social network ha un automatismo che con una certa regolarità controlla i nomi degli account per verificare se sono nomi che possono appartenere a persone vere (tramite una propria logica). In caso venga riscontrato che questi nomi possano essere “sospetti” blocca preventivamente l’account e chiede all’utente di cambiare il nome. La prima volta puoi cambiarlo con quello preferito, la seconda volta che l’automatismo ti pizzica ti chiede di inviargli o una copia di un documento d’identità valido nello stato di appartenenza con la foto oppure due distinti documenti di identità senza la foto».

«Ciò - continua Drakonia -  ha avuto come vittime diverse drag queen americane, come la famosa Sister Roma, le quali si sono infuriate dopo questa decisione. Nei loro profili non usano il loro nome “legale” ma quello con la quale sono conosciute al grande drakonia-2pubblico. Come forma di protesta pacifica, queste si sono presentate in drag davanti alla sede operativa di Facebook, chiedendo di essere ricevute da Mark Zuckerberg, che le ha fatte ricevere dal vice-direttore. Le drag hanno fatto le loro dimostranze circa quanto accaduto ed hanno concordato che è giusto che il social network faccia controlli per stanare il problema di account falsi, bot che possano creare potenzialmente problemi agli utenti regolarmente iscritti».

«Questo è il motivo - spiega la drag -  per cui Facebook ha creato questo sistema (piuttosto fallace) di controlli che però a ben vedere è mal concepito perché invece di fare un controllo dei post, delle foto in cui sei taggato o dei contenuti, si basa esclusivamente sul nome. Se questo non gli quadra secondo propri parametri, perchè magari possa uscire un po’ fuori dagli standard medi dei nomi propri in un determinato stato, diventa subito dubbioso.  Proprio per questo motivo i profili delle drag americane sono stati bloccati. I problemi però sono stati riscontrati anche da tanti transessuali, poiché nei documenti legali non viene rappresentata la reale identità di genere della persona e dover spedire i documenti legali diventa umiliante per una trans».

«Dopo la protesta - continua la triestina -  Facebook ha rilevato che effettivamente c’era un problema promettendo una risoluzione nel breve periodo, nel frattempo ha provveduto a ripristinare i profili ingiustamente sospesi. Quando ho letto di questo problema in via precauzione ho aperto anche la mia pagina facebook. A metà febbraio del 2015 il problema puntualmente si è presentato e mi hanno bloccato l’accesso al mio account a causa del nome. In quei giorni c’era anche la serata della JotAssassina, dove mi esibisco regolarmente e tutti i miei fans erano preoccupati per quanto era successo e mi chiedevano informazioni e delucidazioni, ma la prima sconcertata per quanto successo ero proprio io. In quelle due settimane non mi sono persa d’animo ed ho cercato dei contatti utili per la risoluzione del problema. Ho provato a contattare direttamente Sister Roma ed altre drag, spulciando nelle loro pagine per trovare qualche informazione».

«Sulla pagina di Sister Roma -sottolinea Drakonia -  ho trovato pubblicate due mail, una sua personale ed una di una persona che si è incaricata a livello di volontariato di aiutare chi ha questo tipo di problematiche. Da sottolineare che lui non lavora per Facebook ma è in contatto con il social network per questo tipo di problemi, in quanto non esiste un indirizzo mail diretto per contattare direttamente Facebook. Ho contattato questa persone che mi ha risposto di essere coinciso, di scrivere il mio vero nome, che non puoi fornire documenti validi ma che sei una persona vera ed un breve riassunto del perché del nome (sottolineando il fatto che sono riconosciuta dal grande pubblico con questo nome), cosa che ho provveduto a fare immediatamente».

«Dopo circa due settimane di sospensione del profilo - continua la drag -  ho avuto il sospetto che, avvalorato da alcune notizie lette sul web, il profilo potesse essere cancellato “d’ufficio” se non veniva cambiato il nome. Non so se ciò succede davvero, ma nel dubbio ho preferito impostare il mio vero nome e cognome. Il mio account è stato riattivato immediatamente. A quel punto i miei fans sono rimasti male a causa del cambio del nome sul mio profilo, ma io ovviamente avevo le mani legate e non potevo farci niente. Oggi mi è arrivata, assolutamente a sorpresa, questa notifica di Facebook dove mi chiedono scusa dell’errore e mi hanno ristabilito loro il nome originario del profilo (quello di drag)».

«Uno dei miei contatti - conclude Drakonia - , quando ho cambiato nome mi ha contattato dicendomi che quel profilo lo usava solamente per scopi ludici ed il nome e cognome identificativi, con le relative foto del profilo, erano fasulli. Anche a lui è stato richiesto di mandare un documento valido per verificare l’identità. Lui ha mandato la foto del suo genitale che è stata accettata ed il profilo riattivato subito. Ciò vuol dire che anche questo tipo di controlli sono fatti a campione».

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Elpridio Carabossi Lanzi
    Elpridio Carabossi Lanzi

    questi xe i veri problemi gravi della società.

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