Quando la disperazione lascia spazio alla felicità, la storia a lieto fine di una madre

Dopo un anno di sofferenze e sacrifici la famiglia Cergol Movio è riuscita ad ottenere una casa. Dopo lo spettro dello sfratto, la soluzione è arrivata grazie ad una casa del Comune di Trieste nel rione di Valmaura. L'abbiamo incontrata

foto Giovanni AIello

Il pericolo sfratto è svanito. La vicenda di Morena Cergol Movio, tre figli e un marito in carcere, e la disperazione e la paura che l'attanagliavano fino a ieri sera, sembrano scomparse. Il vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori ha postato un video in cui spiega che la situazione si è finalmente risolta. Restano ancora delle criticità ma tutto fa pensare ad un lieto fine. Finire in strada infatti calpesta la dignità umana, portando con sé anche un certo disagio psicologico di una madre che da un anno non si dà pace. Ieri sera abbiamo incontrato Morena Cergol Movio mentre impacchettava le ultime cose prima di un altro viaggio verso l'ignoto, che fortunatamente non ci sarà. 

L'antefatto

Il primo sfratto risale ad un anno fa per morosità incolpevole. Rimasta senza abitazione, la coppia con i loro tre figli di 19,16 e 10 anni, decide, ospite di amici, di andare a vivere in un campeggio e nel frattempo cercare una soluzione. La famiglia è seguita dai servizi sociali ma non si smuove niente, così decidono di rivolgersi a Telequattro per raccontare la loro storia. "Dopo quel servizio - racconta Morena - arrivano le prime promesse di Grilli e le prime speranze. Purtroppo, finita la bolla mediatica, mi trovo nuovamente sola. Gli assistenti sociali mi suggeriscono quindi di cercare di ottenere una casa Ater presentando due domande differenti: una a Trieste e una San Dorligo della Valle. Il risultato è che entrambe vengono accettate ma, essendo io e mio marito parte dello stesso nucleo famigliare, i punteggi vengono divisi". Non ottengono alcun alloggio.

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30 settembre 2018

Il 30 settembre 2018 il campeggio chiude e la storia si ripete. Fortunatamente risponde un privato: "Dopo vari appelli online e passaparola, una signora ci concede un appartamento. Facciamo un contratto di locazione in cui pago un minimo di spesa e comincio a muovermi per non perdere tempo, dato che la casa è in vendita". Morena decide quindi di rivolgersi a Debora Clari, presidente di Ti aiutiamo noi Trieste Onlus.

"Ritorniamo dall'assistente sociale ma questa volta la situazione è differente. Alla mia richiesta di aiuto mi viene risposto che non ho alcun requisito in quanto l'Isee risulta essere troppo alto e di rivolgermi a privati. Quello che non prendono in considerazione è che mio marito è finito in carcere e la sua busta paga, trattenute le spese della sua permanenza e dell'ammontare dei danni che ha recato a terzi, arriva in minima parte con la quale, ovviamente, non riesco a coprire alcuna caparra".

"Decido di smuovere la politica"

"Non ha requisiti. E' qui che ci blocchiamo. Sembra che non si riesca a trovare una soluzione, che nessuno voglia davvero aiutare questa famiglia. Decido quindi di smuovere la politica. Avevo già contattato Grilli senza aver ottenuto alcun risultato. Vado oltre e mi rivolgo a Polidori che ci promette una casa comunale" ha dichiarato Clari.

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28 giugno 2019

Nel frattempo la casa viene venduta, il Tribunale emette la sentenza di sfratto e domani, 28 giugno, la famiglia sarebbe dovuta essere nuovamente in strada. Ma arriva una risposta dalla politica e una proposta: "Sentita la notizia - ci spiega Morena - sono subito andata dagli assistenti sociali per cominciare le pratiche ma rimango allibita. Mi propongono un alloggio da 600 euro mensili che, considerando anche le utenze, arriva a quasi 900 euro. Ovviamente non ho questi soldi e decido quindi di muovermi autonomamente. Scopro che a Trieste ci sono quattro appartamenti liberi, due di solidarietà e due di emergenza. Mi viene detto che prima della mia famiglia ci sono gli occupanti del teresiano. Dopo aver riferito loro che domani, 28 giugno, sarei finita nuovamente in strada, mi dicono che "si occuperanno" loro dei minori".

Il lieto fine tanto atteso

Fino a ieri sembrava non esserci alcuna soluzione e la paura per Morena era tanta. Oggi però sembra che questa famiglia potrà dormire sogni tranquilli. "La casa è nel rione di Valmaura ed è di proprietà del Comune. Mi hanno già dato le chiavi e quindi oggi entreremo" racconta Morena raggiunta al telefono. "A dicembre dovrei ottenere una casa ATER e il Comune mi ha fatto un contratto di tre mesi, rinnovabile e a canone agevolato. Devo ringraziare Debora e Polidori, senza di loro non so come avrei fatto" ha concluso Morena. Insomma, una storia a lieto fine che meritava essere raccontata. 

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