Senza riscaldamento e acqua calda da febbraio, la disperazione di una famiglia: "Ci sentiamo soli"

Da febbraio lo stabile dell'Ater in Pendice dello Scoglietto è rimasto senza gas a causa di una perdita. I lavori sono iniziati a marzo ma non sono stati ancora completati. La storia di una delle famiglie rimaste al freddo

Foto Aiello

Trentasei giorni neri per una famiglia residente in un appartamento dello stabile Ater in Pendice dello Scoglietto, rimasta senza riscaldamento e senza acqua calda nel mezzo dell'emergenza sanitaria da Covid-19. Trentasei giorni in cui anche le cose più semplici, come lavarsi e cucinare, sono diventate complesse.

"Io e mio marito abbiamo tre figli, tutti minorenni, due dei quali, fortunatamente, sono rimasti dai nonni perchè io ho lavorato in bar in contatto con il pubblico fino al 12 marzo, quando hanno disposto la chiusura dei locali, e non volevo metterli in pericolo. Con noi è rimasta la più piccola; ha quattro anni". A parlare è la madre che, con voce stanca, ci ha voluto raccontare la sua storia. Ad essere rimasti senza gas, però, non è solo la loro abitazione, ma tutto lo stabile:  "Giovedì 20 febbraio alle 18:30 un operatore dell'Acegas è venuto da noi e ci ha comunicato a voce che ci avrebbero chiuso la fornitura a causa di una fuga di gas. E così è stato - ha aggiunto -.Il 2 marzo è stato appeso l'avviso sul portone e quattro-cinque giorni dopo, la ditta incaricata ha cominciato ad allacciare i tubi, ma tutti i lavori sono andati a rilento. Non solo, sostituire i contatori è di fatto impossibile perchè molte abitazioni sono state acquistate e molti dei proprietari, o chi era in affitto, sono tornati in altre o nelle rispettive case a causa del Coronavirus".

La famiglia ha da subito cercato aiuto: "Ho contatto l'Ater per chiedere un cambio di alloggio, anche temporaneo, ma mi è stato risposto che avremmo dovuto arrangiarci. Anche gli assistenti sociali non hanno fatto molto, se non limitarsi a fornici un fornelletto e una microstufa, che abbiamo restituito perchè davvero troppo piccola dato che si tratta di una casa per cinque persone, difficile da scaldare. Fortunatamente siamo stati aiutati dai clienti del bar dove lavoro. In seguito, ci siamo rivolti all'Assessore Grilli, ma ci ha liquidati dicendo che la problematica non era di sua competenza".

"Sono disperata e stanca. Oggi, per esempio, c'erano otto gradi. Il riscaldamento e l'acqua calda sono solo una parte dei problemi che abbiamo in questo momento: il tetto sta per crollare e, anche in questo caso, i lavori sono fermi. E' tutto così snervante. Ci dicono di restare a casa, ma così è davvero difficile. Ci sentiamo soli" ha concluso.

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