Fedriga (Lega Nord): " un Referendum a Trieste sull'Autodeterminazione. Simile a Sappada"

«Il destino di Trieste è giusto che venga deciso dai triestini: sì dunque a un referendum che dia la possibilità a tutti i cittadini di esprimere la loro volontà sul futuro della città seguendo il principio dell'autodeterminazione.»L'onorevole...

«Il destino di Trieste è giusto che venga deciso dai triestini: sì dunque a un referendum che dia la possibilità a tutti i cittadini di esprimere la loro volontà sul futuro della città seguendo il principio dell'autodeterminazione.»
L'onorevole Massimiliano Fedriga taglia la testa al toro e tronca le polemiche, proponendo di affidare le sorti del capoluogo giuliano a una consultazione referendaria.

«La sovranità popolare riconosciuta dalla Costituzione può essere esercitata attraverso strumenti di democrazia diretta quali il referendum: in questo caso naturalmente, data la complessità della materia, si tratterebbe di un parere consultivo, non vincolante sotto il profilo legislativo ma sicuramente di enorme peso dal punto di vista politico, che impegnerebbe le istituzioni a prendere atto della volontà della maggioranza.»

«Abbiamo - spiega il deputato- un esempio a noi vicino, quello del Comune di Sappada, che nel 2008 votò a larghissima maggioranza - oltre il 95%- in favore del passaggio dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, a cui fa paio una recentissima proposta nata in seno al Consiglio regionale veneto di indire un referendum, anche qui consultivo, per l'indipendenza della Regione.»

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«Trieste non sia da meno: il Consiglio municipale, come peraltro previsto dallo Statuto, ha facoltà di chiamare alle urne gli elettori su tematiche inerenti agli interessi del Comune.
Rispettiamo dunque il principio di autodeterminazione e lasciamo la decisione in mano non alle alte sfere della politica ma ai cittadini: se poi essi si esprimeranno per il mantenimento dello status quo oppure opteranno per altre soluzioni, sarà fondamentale che tutte le istituzioni, dal Parlamento ai Consigli regionale e comunale, prendano serenamente atto dell'esito della consultazione e rispettino fino in fondo la volontà del popolo sovrano.»

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