Presentato il film "Red Land", Dipiazza: "Tragedia dimenticata da raccontare al mondo"

"Pensare che abbiamo dato la massima onorificenza a Tito ci fa riflettere su come spesso la storia venga scritta dai vincitori". A breve la sistemazione del magazzino 18, domani civica benemerenza ad associazione istriani. Il regista: "Pronti per il mercato internazionale", la protagonista: "Mai sentita più italiana"

Presentato oggi nel Salotto Azzurro del Comune di Trieste “Red Land – Rosso Istria”, il film di Maximiliano Hernando Bruno incentrato sul tema delle Foibe e dei drammi di confine durante la seconda guerra mondiale. Eventi simboleggiati dalla figura di Norma Cossetto, studentessa istriana violentata, uccisa e gettata in una foiba dai partigiani di Tito nel 1943. Il film, prodotto da da Alessandro Centenaro della Venicefilm in collaborazione con Rai Cinema, è stato già presentato in anteprima a Roma, e uscirà nelle sale italiane il 15 novembre. Un cast importante che vede, al fianco della giovane Selene Gandini nei panni di Norma, Franco Nero, Geraldine Chaplin, Sandra Ceccarelli, Vincenzo Bocciarelli e lo stesso regista. Presenti in sala il sindaco Roberto Dipiazza, l'assessore alla Cultura Giorgio Rossi, il presidente dell' Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Renzo Codarin, il presidente del movimento nazionale per la sovranità Roberto Menia, oltre che il regista e parte del cast, tra cui la stessa Gandini.

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Il sindaco non ha mancato di ringraziare i produttori "Per la possibilità di diffondere a livello nazionale una storia che dobbiamo raccontare, per il rispetto di coloro che sono dovuti scappare dalle proprie terre. C'è gente che non è mai tornata a vedere la sua terra dopo l'esilio, lasciando i propri averi. A questo proposito, metteremo a posto prossimamente il magazzino 18, che metteremo all'interno del 26. Domani consegnerò anche la civica benemerenza all'associazione degli Istriani”.

“Per 50 anni – ha poi detto Dipiazza - nessuno ha parlato del martirio di Norma Cossetto. Pensare che abbiamo dato la massima onorificenza a Tito ci fa riflettere su come spesso la storia venga scritta dai vincitori, non da quelle persone scappate di notte con una piccola valigia. Spero che all'inizio del 2020 cada anche il confine con la Croazia e che la mia città torni a essere capitale di un'area molto importante".

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Il produttore Centenaro ha poi dichiarato che “L'iniziativa di produrre questo film non è arrivata da parenti di esuli istriani, o dal ministero, si tratta di un film indipendente nato da persone che sono rimaste toccate da questa tragedia, per troppo tempo dimenticata”.

Così ha commentato il regista Bruno: “Per raccontare questa storia non era sufficiente il personaggio di Norma, ci sono molti personaggi satellite, io interpreto la parte di un disertore che cerca di cacciare i fascisti dal paese e si allea coi partigiani slavi. Lui stesso, dopo, si ritroverà perseguitato dai suoi alleati: una situazione di caos e smarrimento, per questo sono stati necessari tanti personaggi e punti di vista. Molti italiani ancora non conoscono questa storia, il che è assurdo, ma il mio obiettivo è di portarla fuori dall'Italia e farla conoscere al mondo. Abbiamo un cast di fama internazionale e la Germania è già molto interessata”.

Secondo l'attrice protagonista si tratta di “un'opera doverosa, uno strumento per restituire la verità e dare voce a chi non può più esprimerla. Sono rimasta molto toccata da questa storia, tanto che al termine del film ho voluto avere due giorni per me, per stare da sola a Visinada e visitare la tomba di Norma, e questa sera sarò felice di incontrare i suoi parenti. Questo film è un atto di condivisione per chi ha subito tutto questo e per tutti gli italiani. Mai come in questo film io mi sono sentita italiana”.

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