Si fingevano avvocati per truffare gli anziani: arrestati dalla Polizia due "professionisti" della truffa

Gli investigatori ritengono che i due siano responsabili di numerose truffe tra Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Venezia, e altre città del Nordest

Due truffatori specializzati nei raggiri a persone anziane nel centro di Trieste e in altre località del Nordest sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Trieste, diretta da Marco Calì. In manette sono finiti Raffaele Piscopo (del 1980) e Michele Gargiulo (cognato di Piscopo, del 1975), entrambi di origini campane ma che si erano stabiliti in un albergo di Jesolo per il periodo delle scorribande.

Il meccanismo delle truffe era collaudato: spacciandosi per avvocati, i due si facevano preannunciare da una telefonata alla vittima da parte di finti assicuratori o appartenenti alle forze dell'ordine, raccontando loro di un incidente stradale provocato un familiare, e chiedendo consistenti somme di danaro o monili per evitare l'arresto del congiunto, riuescendo a farsi consegnare anche 4 o 5 mila euro. «Si tratta di una tecnica molto spiacevole perchè allarma gli anziani che credono un loro caro nei guai, inoltre vengono spogliati di tutti gli averi (contanti e gioielli)», ha spiegato Marco Calì.

Dopo l'ultima truffa a Trieste l'altro ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno fatto scattare controlli a largo raggio dalle prime ore dell'alba, in particolare a vari caselli autostradali e vie di collegamento con la città, in collaborazione con i colleghi della Questura di Venezia. È stata individuata così un'auto Lancia Y utilizzata dai malviventi, intestata da una persona, sempre napoletana, intestataria di decine di vetture (insomma un prestanome). I due sono stati seguiti fino a Portogruaro dove hanno messo a segno una truffa per poi dirigersi a Trieste, ma sono stati fermati dagli operatori della Polizia che li hanno arrestati in flagranza

Le successive perquisizioni hanno consentito di recuperare tutta la refurtiva relativa alle truffe di Trieste e Portogruaro, più altri preziosi di provenienza illecita. Gli investigatori ritengono che i due siano responsabili di numerose truffe tra Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Venezia, e altre città del Nordest.

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