Ferriera, FIOM - CGIL: "No a chiusura senza soluzione lavorativa"

"Crediamo che cancellare la siderurgia sia deleterio, in quanto significa perdere una tecnologia necessaria a tutti i Paesi avanzati. Quindi ribadiamo alle Istituzioni ed all’azienda che non permetteremo la fermata degli impianti"

"La FIOM– CGIL si opporrà a qualsiasi chiusura di impianto fino a quando non ci sarà una concreta soluzione lavorativa a parità di diritto e salario per tutti i lavoratori eventualmente coinvolti". lo dichiara la sigla sindacale in una nota sulla Ferriera di Servola, segnalando "continue esternazioni estremamente preoccupanti da parte degli attuali esponenti Istituzionali riguardo la prospettata chiusura dell’area a caldo dello stabilimento"

"Deleterio cancellare la siderurgia"

FIOM CGIL ritiene invece necessaria "una discussione che coinvolga tutti gli attori disposti a derimere positivamente il problema della siderurgia in questo paese, infatti la produzione siderurgica a livello mondiale continua ad aumentare i volumi produttivi di circa il 2% annuo mentre da noi continua a diminuire. Crediamo che cancellare la siderurgia sia deleterio, in quanto significa perdere una tecnologia necessaria a tutti i Paesi avanzati, ricordiamo che il prodotto siderurgico è riciclabile quasi al 100% e pertanto elemento base per l’economia circolare".

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"Non permetteremo la fermata degli impianti"

"Inoltre - continua il comitato iscritti - per quanto riguarda gli aspetti macroeconomici locali, crediamo che il volume economico sviluppato dallo stabilimento in termini di tasse locali e circolo economico sia difficilmente rimpiazzabile da altre attività sostitutive, meno tasse locali significa meno servizi pubblici quali scuola, sanità ecc... cose queste che già vediamo ridursi per tutti i cittadini di questa città. Quindi ribadiamo alle Istituzioni ed all’azienda che non permetteremo la fermata degli impianti, esigiamo il preventivo acquisto delle materie prime necessarie alla prosecuzione, una taratura dei volumi produttivi tesa all’assicurare prima la continuità in sicurezza e poi la produttività,e nel contempo una grande attenzione ai carichi di lavoro del personale, che attualmente appaiono, in particolare nel reparto Laminatoio, troppo compressi".

"Diffidiamo inoltre l’azienda - concludono - a non risolvere i contratti a termine in forza e considerare di comunque saturare i carichi di lavoro dei 130 lavoratori degli appalti sempre presenti nelle attività di stabilimento, di cui bisognerà sempre tener conto ai fini del computo totale delle maestranze in forza". 

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