"Qui è Italia", tre italiani issano il tricolore sul castello di Tersatto

La notizia è stata diffusa da Total Croatia News che ha pubblicato il video in cui si vedono tre giovani intenti a esporre la bandiera italiana sulla cima della torre del castello alle spalle del capoluogo quarnerino. "Oggi siamo a Fiume a fare una bella impresa"

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“Oggi siamo a Fiume a fare una bella impresa, a ricordare che qui è Italia”. Le parole forti sono quelle di tre giovani italiani che negli scorsi giorni sono saliti in cima alla torre di Tersatto, alle spalle della città di Fiume, e hanno issato il vessillo tricolore. La notizia, pubblicata da Total Croatia News nel pezzo del giornalista inglese Paul Bradbury, ha destato scalpore nel paese adriatico e ha fatto il giro del web.

Proprio nell'articolo di Bradbury si può leggere come TCN sia entrata in possesso dell'informazione (il seguente paragrafo è stato tradotto dall'inglese all'italiano, qui la versione integrale del pezzo). "Sembra che l'interesse italiano sulla Dalmazia di Tajani - riferimento alla frase pronunciata alla foiba di Basovizza il 10 febbraio scorso e che aveva suscitato una marea di polemiche politiche - non sia un caso isolato. All'inizio di questo mese, ed esattamente l'11 giugno, Total Croatia News era venuta a conoscenza che qualche giorno prima tre italiani erano giunti a Fiume con l'obiettivo preciso di issare la bandiera italiana sul castello di Tersatto". 

I fatti

Sono tre i cittadini italiani che in una giornata nuvolosa hanno deciso di compiere quella che per loro ha rappresentato “un’impresa” ma che evidentemente, nel rispetto della sovranità degli stati, si è trasformata in una provocazione dai toni irredentisti, o meglio, dannunziani. Nel video uno dei tre riprende gli altri intenti a tirar fuori la bandiera da uno zaino e, prima di esporla, si sincerano che non ci sia nessuno. L’accento che si può ascoltare nel video, che dura poco meno di quattro minuti, è in un caso spiccatamente meridionale.

Tre "legionari" sulla cima del castello di Tersatto

Poco dopo i tre “legionari” sono pronti per l’azione e si sente l’esclamazione “ci siamo ragazzi, stiamo entrando”, come se fosse un riferimento all’impresa di Fiume di dannunziana memoria. Poi, subito dopo, il completamento del blitz. “Ce l’abbiamo fatta, lì è l’autostrada e qui stiamo noi”. “Ragazzi ce l’abbiamo fatta – si sente verso la conclusione del video - missione compiuta, eccola lì (la bandiera), su Fiume”. Il video poi termina ma dal pezzo del media croato si evince che subito dopo sarebbe stata scattata anche una fotografia, a volto coperto, nel tentativo di "celebrare" l'azione. 

Una provocazione

Un’azione che ha fatto discutere e che evidenzia non tanto la necessità di ribadire la presenza ancora oggi di un certo carattere italofono della città, nel pieno rispetto della comunità italiana presente a palazzo Modello e del dibattito culturale civile che dovrebbe occupare gli interessi di chiunque voglia avvicinarsi alla comprensione delle vicende del confine orientale, bensì volta a produrre una reazione che sicuramente non si farà attendere soprattutto dagli ambienti politici dei due paesi. Insomma, una provocazione. 

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