Polemiche per la legge sulle foibe, gli storici scrivono a Mattarella

La lettera firmata dall'Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano è indirizzata anche al Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "Volete imporre una verità di Stato, sminuendo il lavoro degli storici". Continua il botta e risposta tra le diverse fazioni

Non si placano le polemiche per l’approvazione da parte del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia della legge che blocca i finanziamenti pubblici alle realtà che negano o riducono il dramma delle foibe. Dopo le reazioni politiche successive al voto in aula – al quale il Partito Democratico non ha dato il proprio sostegno e un’approvazione con riserva da parte dei Cinque Stelle – è partito un botta e risposta a colpi di lettere tra lo storico di fama internazionale Raoul Pupo e  l’Unione degli Istriani.

Il sodalizio di Lacota lancia una seconda raccolta firme

Ultima in ordine di tempo è la missiva pubblicata dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano, indirizzata al Governatore Massimiliano Fedriga e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella quale viene affermato che “la mozione si configura come un pericoloso attacco frontale alla libertà di ricerca e alla libertà di parola”. “Un tentativo manifesto di imporre una “verità di Stato” (le foibe come “pulizia etnica”) tacitando, anche con la minaccia di eventuali sanzioni penali, chi sostiene punti di vista diversi, magari più articolati e anche scientificamente più fondati” questa le prime parole della dura presa di posizione che emerge dal testo a firma del presidente dell’istituto, Paolo Pezzino.

La mozione "incriminata"

La mozione numero 50 impegna la Giunta e l’assessore competente “a sospendere ogni contributo finanziario e di qualsiasi altra natura (come il patrocinio o la concessione di sale ndr) a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo o in qualunque modo a diffondere azioni volte a non accettare l’esistenza delle vicende quali le Foibe o l’Esodo ovvero a sminuirne la portata e a negarne la valenza politica”.

La Giunta Fedriga blocca i finanziamenti a chi nega o riduce le foibe 

La reazione degli storici: "Tentano di imporre una verità di Stato"

L’Istituto non ci sta e passa al contrattacco. Secondo Pezzino la mozione tenderebbe a mettere all’indice alcuni convegni dell’ANPI “che avrebbero avuto il solo fine di mettere in discussione il dramma delle foibe”. Altra accusa poi arriverebbe, dalla destra regionale, in merito al Vademecum realizzato dall’IRSREC regionale. Secondo la destra infatti, come riporta il testo del Parri, si vorrebbe “diffondere una versione riduzionista della storia della pulizia etnica perpetrata dai partigiani titini”. Anche le critiche sul film su Norma Cossetto finiscono così nel mirino. Secondo l’Istituto di Milano “ad essere criticato è altresì un (anonimo) “docente di Filosofia del diritto” che ad un convegno universitario “ha auspicato la censura del film”.

Lo storico Pupo: "Solo propaganda elettorale"

 La lettera

“Noi sottoscritti storici, intellettuali, insegnanti, operatori di memoria e cittadini riteniamo – così parte del testo della lettera - che la limitazione della libertà di opinione e di ricerca su temi concernenti le foibe e l’esodo sia un segnale preoccupante per la democrazia in cui viviamo e leda la possibilità di una discussione serena e articolata su un momento importante della nostra storia nazionale, nonché il necessario confronto con la storiografia internazionale”.

“Riteniamo inoltre che questa mozione rappresenti un arretramento dei diritti della libertà di ricerca in ambito storico e storiografico, elementi fondamentali e irrinunciabili per la formazione critica del cittadino. Chiediamo pertanto che questa mozione, che ha una rilevanza non solo locale ma anche nazionale e internazionale, sia subito ritirata. Chiediamo inoltre che siano assicurate, senza ricatti economici, le condizioni necessarie affinché tutti gli istituti impegnati nella ricerca scientifica sui temi legati al confine orientale, alle foibe e all’esodo possano continuare a svolgere la loro preziosa attività sia sul piano della ricerca sia sul piano della diffusione dei risultati, di cui deve essere garantita la piena libertà”.

Dopo la raccolta firme lanciata da Walter Chiereghin e Fulvio Senardi a Trieste, e la risposta da parte dell'Unione degli Istriani, anche l’Istituto ha fatto quindi partire una raccolta di adesioni che, come da lettera, “vanno inviate a segreteria@insmli.it, specificando nome, cognome e eventuale istituzione di appartenenza o città di residenza”.

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