Legge sulle foibe, l'Unione degli Istriani lancia la "battaglia" delle firme

Dopo l'annuncio della petizione organizzata da Walter Chiereghin e Fulvio Senardi, il sodalizio presieduto da Massimiliano Lacota passa al contrattacco. "Da lunedì raccoglieremo le nostre firme". Si potrà partecipare anche online

Lacota assieme a Roberti e Polidori in un'immagine di repertorio

La battaglia delle firme è partita. Dopo l'annuncio di questa mattina della petizione lanciata da esponenti del mondo culturale triestino contro la legge che blocca i finanziamenti alle realtà che negano o riducono il dramma delle foibe, ecco arrivare la risposta da parte dell'Unione degli Istriani. Il sodalizio degli esuli "annuncia la preparazione di una campagna di sensibilizzazione e di corretta informazione dei cittadini sul tema per sottolineare la bontà del provvedimento esaminato ed approvato dall'organo legislativo del Friuli Venezia Giulia".

La legge approvata dalla Regione

Le firme anche su internet

Lunedì 8 aprile partirà quindi la raccolta firme "a sostegno della giusta misura adottata per negare contributi pubblici a chi svolge attività negazionista e riduzionista rispetto alla tragedia delle Foibe e dell'Esodo giuliano-dalmata" così la nota di Lacota e soci.  "Il provvedimento votato dal Consiglio Regionale" ha dichiarato il presidente "non lede alcun diritto, in nessun modo e chi grida allo scandalo mente sapendo di mentire". Nelle prossime ore l'UDI spiegherà le modalità di firma, che "potrà essere anche effettuata via internet".

Lo storico Pupo: "Solo propaganda elettorale"

La spiegazione dell'Unione degli Istriani

"Con la mozione n. 50/2019 non si impedisce a nessun negazionista di continuare ad esserlo, così come non si vieta a nessun riduzionista oppure giustificazionista di continuare a fare riduzionismo e giustificazionismo rispetto alla storia del Confine orientale. Si mette però in chiaro, finalmente, che tutte queste attività non potranno più essere fatte con i soldi pubblici dei cittadini della Regione Friuli Venezia Giulia". Il sodalizio di Lacota in merito al tema aveva "gongolato" in occasione della cancellazione della pagina Facebook "La Nuova Alabarda" della giornalista triestina Claudia Cernigoi, additata spesso dall'UDI come "negazionista" a causa del suo lavoro di ricerca e dell'ultimo libro "Operazione Plutone". 

Il mondo della cultura si mobilita: parte la raccolta firme

Le polemiche: Pupo, il mondo della cultura e il voto

Non si placano quindi le polemiche nate dall'approvazione della mozione in Consiglio regionale che è arrivata dopo il pressing da parte soprattutto dell'Unione degli Istriani e dei Dalmati guidati da Renzo de Vidovich. Il centrodestra compatto ha votato la misura che coinvolge direttamente l'IRSREC e il Vademecum per il Giorno del Ricordo. Nella seduta il Partito Democratico non aveva dato il proprio supporto alla mozione, cosa che invece Furio Honsell di Open FVG aveva fatto.  Subito dopo il voto lo storico Raoul Pupo, tra gli storici internazionali più accreditati a parlare di confine orientale e dei drammi che l'hanno attraversato durante tutto il Novecento, ha reagito stizzito. "Propaganda elettorale" aveva commentato a qualche giorno dall'approvazione della mozione.  Il dibattito non è destinato a fermarsi qui. 

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