Giorno del ricordo, ricevuti in Municipio studenti di Caltanissetta e Lecce

​I ragazzi, appartenenti a classi che hanno aderito al progetto di “trasmissione della memoria” dei tragici eventi sviluppatisi nell'area del confine orientale a cavallo del secondo dopoguerra, denominato “Le tracce del Ricordo”. Saranno presenti alla cerimonia solenne di questa mattina

​Nell’ambito delle molteplici iniziative organizzate per il “Giorno del Ricordo” un folto gruppo di studenti degli istituti superiori “Carlo Maria Carafa” di Mazzarino (Caltanissetta) e “Calasso” di Lecce, con i rispettivi docenti e dirigenti scolastici, sono stati ricevuti ieri, 9 febbraio, nella Sala del Consiglio Comunale di Trieste, alla vigilia della cerimonia solenne di domani alla Foiba di Basovizza cui anche questi studenti parteciperanno, assieme ai loro coetanei di 11 scuole italiane.

Progetto di "trasmissione della memoria"

​I ragazzi, appartenenti a classi che hanno aderito al progetto di “trasmissione della memoria” dei tragici eventi sviluppatisi nell'area del confine orientale a cavallo del secondo dopoguerra, denominato “Le tracce del Ricordo” e ideato dal Comune e dalla Lega Nazionale di Trieste, sono stati accolti dal Presidente del Consiglio Comunale Marco Gabrielli e dall'Assessore all'Educazione Angela Brandi, presenti anche i consiglieri regionale Piero Camber e comunale Alberto Polacco, il presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini con lo storico Andrea Vezzà, responsabile del progetto “Le tracce del Ricordo”, la signora Erminia Dionis Bernobi quale testimone diretta di quel difficile periodo e il presidente della locale sezione dell'Arma di Cavalleria  capitano Fabio Tognoni che pure ha collaborato con le citate scuole per la riuscita del progetto.

Foibe ed Esodo

​Dopo il saluto introduttivo del Presidente Gabrielli, l'Assessore comunale all'Educazione Angela Brandi ha tracciato un breve quadro di Trieste in rapporto alle vicende del '900 come di “una città che ha molto sofferto per diventare e poi per continuare a essere italiana”, ricordando quindi il dramma delle Foibe e spiegando anche il successivo Esodo dalle terre dell'Adriatico orientale come un avvenimento dovuto essenzialmente alla spinta delle persecuzioni in atto e al desiderio, viceversa, “di poter non solo sopravvivere, ma anche di volerlo fare da italiani liberi”.

​La Brandi ha ancora evidenziato l'importanza della Legge 92 del 2004 istitutiva del Giorno del Ricordo, sottolineando infine come sia fondamentale proseguire nelle azioni di “ricerca di verità” su questi temi, fino a poco fa del tutto sconosciuti, “silenziati” nella società e ignorati dai testi scolastici; e ciò in primo luogo rivolgendosi proprio ai più giovani affinchè apprendano e possano trasmettere il senso e la drammaticità di quelle esperienze, a maggior ragione a fronte di alcune tendenze “negazioniste” che si stanno manifestando recentemente.

​ Il presidente della Lega Nazionale Sardos Albertini ha fornito quindi agli studenti alcuni dati basilari su quanto accaduto in quegli anni, una vicenda “paragonabile – ha detto – alla scomparsa di una intera regione dalla carta d'Italia, con 15 mila assassinati e 350 mila esuli. Ed è incredibile – ha osservato – che una tragedia di tali proporzioni abbia potuto essere finora, per lunghi decenni, completamente ignorata e nascosta”, rimarcando quindi pure lui “l'importanza di continuare a offrire conoscenza e approfondimenti su questa storia”.

​E' il turno quindi del consigliere Piero Camber che ha innanzitutto ricostruito un utile quadro della situazione in quelle settimane, tra la fine d'aprile e l'inizio giugno del 1945, “nelle quali mentre in Italia la guerra era finita, qui invece proseguiva con l'entrata delle truppe jugoslave a Trieste il 1 maggio e i successivi 40 giorni di terrore titino, mentre anche in Istria continuava la pulizia etnica contro gli italiani”; introduzione questa utile a presentare, da parte dello stesso Camber, la peculiare e sempre sofferta testimonianza di  Erminia Dionis Bernobi, parente e già vicina di casa della martire Norma Cossetto e una delle ultime superstiti in grado di raccontare le vicende, le tristezze, le privazioni, i rischi mortali di quel periodo.

"Le tracce del Ricordo"

​La parola poi al giovane storico Andrea Vezzà che ha brevemente spiegato ai ragazzi i contenuti del progetto “Le tracce del Ricordo” e il relativo opuscolo illustrativo, consistente in un “percorso” attraverso alcune “tracce” e tappe particolarmente significative per la necessaria salvaguardia della nostra memoria storica, come, oltre alla Foiba di Basovizza, esempio e simbolo delle tante altre che furono “operative”, il Campo Raccolta Profughi di Padriciano, il Magazzino 18 del Porto Vecchio con le sue povere masserizie ivi depositate, il Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata. “Tutti luoghi – ha detto Vezzà – la cui visita è indispensabile per illuminare le coscienze, soprattutto quando vi è ancora qualcuno che si ostina a negare che vi fu allora un vero e proprio piano criminoso per l'eliminazione della presenza italiana in queste terre”.

​Dopo alcuni ultimi brevi interventi del consigliere comunale Alberto Polacco, del presidente della sezione dell'Arma di Cavalleria Fabio Tognoni che ha rivolto agli studenti “un forte invito a dare testimonianza, anche dopo la cerimonia a Basovizza, per interrompere per sempre quel lungo silenzio”, nonchè dei docenti dei due Istituti che hanno riferito delle diverse iniziative svolte a livello scolastico, è seguito il dono di alcuni omaggi del Comune alle stesse scuole, tra cui il guidoncino rossoalabardato della Città consegnato dall'Assessore Brandi, e, infine, a chiusura dell'incontro e seguendo la prassi del Consiglio Comunale per rendere onore alle persone scomparse, la richiesta da parte del presidente Gabrielli di un minuto di silenzio per tutte le vittime delle Foibe, interrotto e concluso dal finale squillo della campanella.

​Gli studenti di Mazzarino e Lecce saranno, come detto, questa mattina a Basovizza, dove si affiancheranno ai “colleghi” delle altre scuole che giungeranno da Como, Orvieto, Palazzolo sull'Oglio (Brescia), Mozzecane (Verona), Pisa e, dalla nostra Regione, da Cervignano, Sacile-Brugnera e Spilimbergo, con le triestine “Petrarca”, “De Marchesetti” e “Ivo Gruden”.

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