Furti milionari negli ospedali, tutto è partito da Cattinara

L'ospedale triestino è stato il primo a essere colpito da una banda composta da sette persone che aveva come base operativa la Lombardia e che ha preso di mira anche i vicini nosocomi di Pola e Palmanova

Materiale ospedaliero per le endoscopie trafugato in Italia e all’estero - in parte recuperato - per un milione e 200mila euro, tre arresti e quattro ordinanze di custodia cautelare con annessi mandati di arresto europei: sono questi i numeri dell’operazione “Take-away probe” dei carabinieri del Norm della Compagnia di Palmanova, sotto la direzione delle procure di Udine, Trieste e Torino. «Siamo l’unica forza di polizia del paese ad aver messo in atto un’indagine del genere, portandola a buon fine» ha dichiarato Stefano Bortone, capitano della Compagnia carabinieri della città stellata.

Cattinara per primo

È stato bloccato un sistema di furti nei nosocomi iniziato - per quelle che sono le risultanze investigative - nell’agosto del 2016 . Quattro i colpi registrati ufficialmente ma, come ha detto Bortone, «potrebbero essercene altri in tutta Europa». Il 14 agosto del 2016 l’ospedale triestino di Cattinara si è visto sottrarre 15 video-endoscopi, per un valore totale di 345mila euro. Il 22 agosto dello stesso anno è stata la volta dell’ospedale di Pola, nella vicina Istria, dove sono state sottratte sette sonde endoscopiche per un totale di 750mila kune, 100mila euro al cambio. Cinque giorni dopo è stato il turno dell’ospedale di Palmanova: qui i ladri si sono impossessati di sette sonde endoscopiche e due sistemi televisivi per endoscopia, valore totale quasi 300mila euro. Proprio l’episodio palmarino ha fatto scattare le indagini e permesso che venissero condotte col metodo che ha portato al risultato finale. Il 27 novembre, sempre del 2016, l’ultimo episodio agli atti: in questo caso è stato preso di mira l’ospedale “Edoardo Agnelli” di Pinerolo, in provincia di Torino, che si è visto portare via apparecchiature endoscopiche per 472mila euro. 

Il capitano Stefano Bortone e il luogotenente Alessandro Maggio, comandante del Norm di Palmanova

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Banda bloccata

Dopo l’episodio di Pinerolo sono stati identificati i componenti dell’organizzazione, tutti di nazionalità colombiana residenti in Italia, ed è stata recuperata la refurtiva - già in transito verso la Colombia - restituita all’ospedale piemontese dopo essere stata intercettata all’ufficio postale di Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano. Il sodalizio aveva infatti la sua base operativa nel comune lombardo di Pioltello, nel quartiere “Satellite”, un vero e proprio fortino della comunità colombiana in Italia con «sentinelle di vedetta all’ingresso e la presenza dell’80% di stranieri» come ha riferito Bortone.

Metodo

I furti venivano compiuti nel fine settimana, quando non si effettuano esami diagnostici. Prima si individuava il reparto, poi si facevano una serie di sopralluoghi e infine si passava alla parte pratica. Gli ospedali erano scelti sia per la portata della strumentazione che per la loro posizione strategica. Gli uomini agivano impossessandosi dei macchinari, mentre le donne si occupavano di coprirgli le spalle. Per distrarre il personale di servizio le donne erano solite chiedere informazioni e intavolare lunghe discussioni. 

Provvedimenti

Il 19 giugno del 2016 il gip udinese ha emesso le ordinanze di custodia cautelare per Luis Alejandro Sanchez Nieto (1963), Cindy Johana Castaneda Sanchez (1990), Jose Joaquin Casas (1965) e Claudia Patricia Castillo Garcia (1962). Alle decisioni è seguita l’emissione di altrettanti mandati di arresto europei visto che non erano più reperibili in Italia. Nell’ottobre del 2017 Jose Joaquin Casas è stato rintracciato all’aeroporto di Madrid-Barajas ed estradato nel nostro paese. Il 22 giugno del 2018 il gip del Tribunale di Torino ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per Sanchez Nieto e Castaneda (eseguite nel carcere di Trieste, dove risultano detenuti, a luglio) e per William David Corredor Fuentes (1988), Johanna Paola Garcia Rodriguez (1978) e Cristian David Guerrero Montezuma (1987). Gli ultimi tre, assieme a Claudia Patricia Castillo Garcia, risultano ancora latitanti. 

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