Negoziante "zelante" ritrova il proprietario di una bici rubata grazie al gruppo Facebook "Te son de Trieste se..."

Intorno alle 13 Nicola Di Domenico, dipendente di Mathitech Bikes in viale Miramare 5, ha pubblicato un appello nel gruppo Facebook (il più numeroso della città e del Fvg): «Per caso è stata rubata?». Dopo qualche ora è venuto fuori il vero proprietario che aveva denunciato il furto

screenshot del gruppo "Te son de Trieste se..."

«Ciao a tutti! Dopo essere stato accusato di razzismo perché un extra comunitario mi porta una bici da 3000€ in riparazione, senza chiave per sbloccare la batteria, senza carica batteria, e io dubito del suo reale acquisto e informo e segnalo in maniera civile i miei concittadini del possibile furto, abbiamo trovato il legittimo proprietario ed è stato fermato il presunto ladro. Ringrazio le persone con intelletto che hanno condiviso il mio post, senza avermi accusato di nulla, e hanno fatto sì che sia stato trovato il proprietario. Grazie a tutti da Nicola e che tutti i negozianti si pongano quesiti quando arrivano certi personaggi».

L'epilogo descritto da Nicola Di Domenico, lavoratore del negozio/officina Mathitech Bikes di viale Miramare 5, si riferisce a una vicenda cominciata intorno alle 12.30 di questa mattina, quanto un uomo porta una bici del valore appunto molto alto per una riparazione: aveva storto la ruota posteriore e rotto la mascherina del motore. Di Domenico, insospettito, ha deciso di postare su Facebook, nel più grande gruppo locale e regionale, "Te son de Trieste se...", la foto della bici chiedendo se qualcuno la riconoscesse.

Dopo circa un'ora è arrivata la telefonata del proprietario, che non era quella persona che l'ha portata a riparare al negozio e che ne aveva denunciato il furto dal garage due giorni fa. Di Domenico allora decide di avvertire i Carabinieri e con i colleghi organizzano una trappola per il presunto ladro: lo chiamano e gli dicono di aver concluso la riparazione e di venire a prenderla. 

Sul posto ovviamente ci sono anche i militari dell'Arma ad aspettarlo: l'extracomunitario ha dichiarato di averla comprata da un connazionale per 150 euro

Un lieto fine (escluse le accuse di "razzismo" al dipendente zelante) dovuto principalmente al gruppo "Te son de Trieste se", sempre più punto di riferimento per la comunità triestina su Facebook.

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