Dipiazza a Slovenia e Croazia: "Vengano a Basovizza a chiedere scusa"

Il primo cittadino di Trieste, sulla falsa riga delle posizioni del Comitato per i martiri delle foibe, ha auspicato la presenza di leader politici sloveni e croati sul Carso. "Vengano e si inginocchino"

"Qui ogni pietra ha un lamento. Su queste terre si è consumato l'olocausto delle foibe e la tragedia dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati per mano delle ferocia dei titini jugoslavi, con la connivenza dei comunisti italiani". Le parole sono del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che questa mattina è intervenuto alla cerimonia per il Giorno del Ricordo al monumento della foiba di Basovizza. Il primo cittadino ha ricordato come prima del 2004, anno di promulgazione della legge che istituisce la ricorrenza, ci fosse "un'Italia negata, un'Italia di vittime ignorate, di giovani, donne, uomini, anziani 'oscurati' per comodità storica e politica".

La cronaca della giornata tra discorsi, polemiche e appelli

"Il buio dell'oblio finalmente squarciato"

"Migliaia di perosne vennero gettate in questa foiba - ha continuato il primo cittadino - ed in altre voragini solo perché avevano la colpa di essere italiani". Per Dipiazza "la retorica dell'affinchè non accada mai più non ha senso se non ricordiamo fino in fondo ciò che è accaduto da parte dei partigiani di Tito". "Il buio dell'oblio è stato finalmente squarciato dalla luce della verità - così ancora Dipiazza - e per non tradire ancora gli esuli fiumani, istriani e dalmati e le altre vittime innocenti, è nostro dovere ricordare e raccontare".

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"Basta silenzio, vergognatevi"

"In Istria continuano ad esserci piazze e strade dedicate a Tito" ha ribadito Dipiazza allineandosi simbolicamente alla richiesta di Fratelli d'Italia di revocare la medaglia concessa dalla Repubblica italiana al maresciallo jugoslavo. "Se guardo Rijeka, un tempo Fiume e oggi capitale della Cultura, non trovo nulla di culturalmente interssante, ma solo un'esplicita offesa alle vittime del comunista Tito nel fatto che una stella a cinque punte sorga nuovamente sul grattacielo che fu simbolo delle violenze del totalitarismo comunista". 

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"Vengano qui a chiedere scusa"

Ricordando la tragica storia di Norma Cossetto "ancora oggi negata dagli appartenenti dell'Anpi di Lecce", il sindaco di Trieste ha puntato il dito contro l'Anpi: "Basta silenzio, basta menzogne. Vergognatevi. Cercare di rimuovere il ricordo di un crimine vuol dire commetterlo nuovamente". Infine l'appello, sulla base delle richieste del Comitato per i Martiri delle foibe, affinché "qualcuno dall'altra parte del confine, venga su questo terreno e si inginocchi davanti a questo monumento per chiedere scusa". 

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