Stop alle pensioni per le vittime delle Leggi razziali, il rabbino: "Schiaffo alla storia"

Il provvedimento va a colpire anche i perseguitati politici, i pensionati di guerra, il Fondo Sviluppo, le Università e l'amministrazione penitenziaria. Il rabbino Alexander Meloni: "Non ripagava niente ma riconosceva un errore del passato. Era un gesto dello Stato". Nel pomeriggio la smentita del Quirinale

Il Governo italiano decide di tagliare le pensioni alle vittime delle Leggi razziali e le reazioni a livello nazionale non si sono fatte attendere. A Trieste, il rabbino capo della comunità ebraica Alexander Meloni interviene sull'argomento esprimendo preoccupazione. "È bastato lasciar passare 80 anni dalle Leggi razziali per dimenticare tutto? È preoccupante" ha affermato Meloni raggiunto telefonicamente. 

"Il taglio generale riguarda 50 milioni di euro - ha continuato il rabbino capo - che rappresenta una delle voci che il Governo ha deciso di tagliare. Ma penso sia stato fatto senza neanche pensare realmente alle conseguenze etiche e morali che il taglio comporta. Allo Stato non cambia niente, non diventerà più ricco né si indebiterà: non cambia granché sull'insieme delle spese". 

"Una classe politica opportunista"

"Il taglio ha una forte carica morale, nel senso che dimostra una mancanza totale di sensibilità verso la Storia. Questa pensione che si va a tagliare andava ad esaurimento naturale. Coloro che hanno subito direttamente questo danno, per il fatto che non sono eterni, scompaiono con il tempo, di conseguenza tra qualche anno non ci sarebbe stato più nessuno, questa spesa sarebbe scomparsa in automatico". 

Il rabbino Meloni ha poi affermato che "il fatto di non tener conto dell'impatto simbolico di queste pensioni denota una classe dirigente politica semplicemente opportunista e populista, nella mancanza di valori etici profondi. Non credo che questo assegno cambiasse la vita quotidiana delle persone. Era un gesto dello Stato italiano, un gesto che riconosceva l'errore fatto 80 anni fa. Non ripagava niente ma riconosceva". 

"Uno schiaffo alla Storia"

Secondo il massimo esponente della comunità ebraica di Trieste "questa azione non rappresenta il fatto che la società italiana stia tornando alla xenofobia - anche se ci sono dei fatti che la riportano in auge - ma quanto il fatto che la classe dirigente sia completamente distaccata dai valori che la Storia ci insegna".  "È uno schiaffo - ha concluso Meloni - alla Storia. Il Governo sta rinunciando alle cose fondamentali (il provvedimento va a colpire anche le università, le pensioni dei perseguitati politici dal fascismo, le amministrazioni penitenziarie ndr) e va ad incoraggiare le correnti estremiste. Se rappresenta una scelta allora è pericolosa. Se invece non lo è, vuol dire che c'è una mancanza di riflessione. In entrambi i casi è preoccupante". 

Nel primo pomeriggio poi è giunta la smentita da parte del Quirinale sui tagli. 

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