Grande Guerra, Torrenti: «Investire per memoria, patrimonio e formazione»

L'assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti: «È necessario investire su luoghi più significativi della Grande Guerra»

Migliorare gli interventi dedicati alle celebrazioni del centenario della Prima guerra mondiale è possibile e richiede una maggior sinergia e un minor frazionamento delle iniziative sul tema portate avanti dalle numerose associazioni presenti sul territorio. Accanto a questo serve anche una promozione concentrata su poli di attrazione economici forti e una capacità di lavorare assieme per sviluppare progettualità con l'obiettivo di divulgare la conoscenza di quei
fatti tragici sull'intero Paese.

Sono alcune delle considerazioni espresse dall'assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, intervenuto alla presentazione del volume "Il centenario mancato della Grande Guerra", di Marco Cimmino, Paolo Gaspari, Mitja Juren, Marco Pascoli, edito da Gaspari Editore.

«Dobbiamo separare la parte di formazione culturale da quella turistica perché non siamo in tempo per trasformare, in interesse turistico, la cultura storica sulla Prima guerra nel nostro Paese - ha spiegato Torrenti rispondendo ai quattro autori che si sono intervallati a spiegare il libro evidenziando ciò che è mancato
per celebrare il centenario -. Per puntare sul turismo - ha aggiunto - è necessario investire concentrando l'attenzione sui luoghi più significativi della Grande Guerra».

Torrenti ha anche evidenziato l'importanza della formazione scolastica rimarcando come «per incrementare la conoscenza della cultura storica andrebbero modificati i programmi scolastici, dedicando un tempo maggiore allo studio della storia del Novecento», ha osservato l'assessore.

L'azione regionale come ha ricordato l'assessore si sviluppa in base alla legge regionale 11/2013, provvedimento che non aveva trovato approvazione nella precedente legislatura, su due fronti: la valorizzazione del patrimonio immateriale nel senso della divulgazione della conoscenza e della memoria storica e di quello materiale con i parchi tematici, gli itinerari dedicati. L'incontro, moderato dal giornalista Paolo Medeossi e introdotto da Paolo Polli dell'associazione culturale Apertamente che ne ha curato la presentazione, ha visto la partecipazione anche di Marco Pizzo direttore del museo Centrale del Risorgimento di Roma.

Paolo Gaspari ha evidenziato, invece, come in Italia si avverte una mancanza del senso di identità: «manca la percezione di quelle che per noi sono le zone sacre, i luoghi cioè della Prima guerra mondiale». In questi luoghi, secondo Gaspari, possiamo convogliare, nei due anni che mancano alla conclusione del
centenario che si concluderà il 4 novembre 2018, le scuole in modo che gli studenti acquisiscano la percezione di ciò che è accaduto.

Gli autori hanno sottolineato l'importanza del centenario come occasione per migliorare la divulgazione dei contenuti e i servizi legati a quello che è stato definito patrimonio permanente della Grande Guerra rilevando l'attenzione della Regione che ha preparato accompagnatori specializzati per illustrarne i contenuti pur evidenziando una partenza in ritardo e la necessità di creare una migliore programmazione. 

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