Orari irregolari, cibo scaduto e wc fuori uso, "detenuta" nave da 15 mila tonnellate a Monfalcone

La nave proveniente dal porto di Mykolaiv in Ucraina stava sbarcando 14.458,25 tonnellate di ferro in porto quando è stata fermata per un controllo da parte degli uomini della Guardia Costiera del capoluogo bisiaco. E' la terza nave fermata in poco tempo

Foto Guardia Costiera

Nella giornata di venerdì 28 il personale della Guardia Costiera di Monfalcone, nell’ambito dell’attività di controllo delle navi mercantili straniere che approdano presso il porto di Monfalcone - denominata P.S.C. (Port State Control) - ha accertato una nave che non rispettava i requisiti di sicurezza e l’ha bloccata in porto. 

L'operazione

Durante l’ispezione tenutasi a bordo della nave denominata “Eylem”, di bandiera panamense, i militari della Capitaneria di porto di Monfalcone hanno scoperto gravi irregolarità rispetto a quanto previsto dalla normativa internazionale e hanno pertanto disposto il fermo amministrativo (definito “detenzione”) della nave che potrà riprendere la navigazione solamente dopo aver regolarizzato le deficienze riscontrate.

L'imbarcazione fermata

La nave, proveniente dal porto di Mykolaiv (Ucraina), stava sbarcando 14.458,25 Tonnellate di ferro in porto a Monfalcone. Il personale militare dipendente, qualificato “Ispettore P.S.C.” ha riscontrato carenze relative alla sicurezza della navigazione come il malfunzionamento dei radar e l’incapacità dell’equipaggio di far fronte a situazioni di emergenza; è stata evidenziata inoltre la non regolare tenuta della documentazione di bordo, le carenze nell’ambito della “maritime security” e le critiche condizioni di vita dell’equipaggio quali la totalità dei servizi igienici non funzionanti, la presenza di cibo scaduto e il non corretto rispetto degli orari di riposo e di lavoro svolto a bordo dai marittimi per un totale di venti irregolarità, otto delle quali hanno portato a detenere la nave.

Gli episodi precedenti

Dall’inizio dell’anno risulta essere già la terza nave detenuta, solo nel porto di Monfalcone, per gravi irregolarità riscontrate a bordo. Comune denominatore la mancanza di adeguato addestramento del personale imbarcato e le precarie condizioni di vita dei marittimi come la situazione rilevata a bordo della nave battente bandiera Belize, detenuta il 9 giugno, sulla quale, tra le numerose mancanze in materia di condizioni di vita a bordo, è stata riscontrata la mancanza di idonea certificazione medica dei marittimi ed il pagamento di salari al di sotto di quelli previsti motivo per il quale si è provveduto ad informare il sindacato dei marittimi.  

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