Storico negozio di cani chiude dopo 15 anni

Serrande giù per "I cuccioli del girasole". La decisione del titolare Massimiliano Di Pascoli a qualche giorno dall'inizio del nuovo anno. "I costi troppo alti e la concorrenza sleale di chi fa tutto in nero non ci ha permesso di continuare l'attività"

Il negozio di cani “I cuccioli del girasole” di via San Lazzaro 18 chiude dopo 15 anni di attività. Questa mattina il titolare Massimiliano Di Pascoli, di Porpetto (Udine) ha portato via gli ultimi arredi. “I costi sono diventati troppo elevati – ha commentato – e poi siamo alle prese con una concorrenza sleale relativa alle vendite in casa che comportano, per noi, una sottrazione di incasso non indifferente”.

L’allevamento di Porpetto

Il negozio in pieno centro a Trieste faceva riferimento all’allevamento che la famiglia Di Pascoli (c'è anche il fratello Alberto) possiede nel comune della bassa friulana, a qualche chilometro da San Giorgio di Nogaro, dal 1972. “Quest’anno l’attività compie 47 anni. Nel nostro allevamento abbiamo circa 600 esemplari adulti, tutti con certificazione”. La ditta ha sei dipendenti più il veterinario. 

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Il "nero" della concorrenza sleale: le motivazioni della chiusura

“I cuccioli del girasole” era stato aperto nel 2003 e aveva una commessa alle proprie dipendenze. “Dovevamo chiudere già l’anno scorso ma dopo abbiamo provato a tenere duro ancora un po’. Adesso però non ce la facciamo più” ha affermato Massimiliano. “La concorrenza sleale è una brutta bestia. È un nero legalizzato sotto gli occhi di tutti, quello delle cucciolate fatte nascere in casa. Basta che andate a vedere quanti annunci vengono pubblicati su Subito.it. Adesso hanno fatto passare una normativa che si possono far nascere fino a 10 cuccioli in casa: ma ditemi, è un paese normale questo? Io ci pago l’IVA su tutto e invece chiunque può vendere cani in giro”.

“Abbiamo parlato con la Regione”

Massimiliano ha parlato con la Regione. “Gli abbiamo detto che non possono permettere la riproduzione a casa dei cani quando tutto viene fatto in nero, noi abbiamo dei costi e un’attività da portare avanti”. Sono moltissimi infatti gli annunci pubblicati su diversi siti internet e in ogni provincia d’Italia, dove vengono venduti cani di diverse razze.  Massimiliano si era rivolto anche alla Guardia di Finanza di San Giorgio di Nogaro.  

“Torniamo nella Bassa”

Il negozio di via San Lazzaro riusciva a vendere circa 140 cani l’anno. “Con l’affitto del locale, il costo della dipendente, la corrente e le altre spese era diventato troppo”. Massimiliano torna quindi a Porpetto. “In una piazza come Trieste le vendite erano un buon numero, ma con tutte le altre criticità ormai non era più sostenibile”.

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