Gabrovec: "Studio commissione italo-slovena entri a scuola"

Il consigliere regionale della Slovenska Skupnost ha mandato una lettera a Massimiliano Fedriga in merito alle polemiche sorte durante il 10 febbraio. "Si trasforma troppo spesso in nuove occasioni per riaccendere polemiche e contrasti in merito alla travagliata storia che ha segnato le nostre terre"

"La Regione promuova la pubblicazione e la diffusione della relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena nelle scuole. Perché la celebrazione del Giorno del Ricordo, così come istituito con legge nazionale, si trasforma troppo spesso in nuove occasioni per riaccendere polemiche e contrasti in merito alla travagliata storia che ha segnato le nostre terre nell'ultimo conflitto mondiale e nell'immediato dopoguerra. Un tale inasprimento dei toni rischia di incrinare quel clima di rapporti transfrontalieri e di convivenza tra le diverse comunità nazionali a cui si è arrivati grazie agli sforzi e al costante impegno di quanti, istituzioni locali comprese, credono che l'unica strada da seguire sia quella del reciproco rispetto e della pacifica convivenza".

Scrive così il consigliere regionale del Pd/Slovenska skupnost, Igor Gabrovec, nella lettera inviata al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, in cui ricorda che "nel 1993 è stato avviato un lungo lavoro interdisciplinare per volere dei Governi italiano e sloveno e volto a effettuare una globale ricerca e
disamina di tutti gli aspetti rilevanti nella storia delle relazioni politiche e culturali bilaterali". 

I membri della commissione

"Nella Commissione storico-culturale italo-slovena, co-presieduta per la parte italiana da Sergio Bartole, al quale è subentrato nel 1999 Giorgio Conetti - ricorda Gabrovec -, hanno collaborato Fulvio Tomizza, Marina Cataruzza, Lucio Toth, Fulvio Salimbeni, Elio Apih, Raoul Pupo, Paola Pagnini e Angelo Ara, mentre hanno costituito il gruppo sloveno Milica Kacin Wohinz (co-presidente) con France Dolinar, Boris Gombac, Branko Marušic, Boris Mlakar, Nevenka Troha, Andrej Vovko e Aleksander Vuga. 

Il periodo di studio: 1880-1956

"Il lavoro della Commissione - prosegue il consigliere - si è concluso con la pubblicazione, il 25 luglio 2000, di un documento congiunto che tratta in maniera sistematica le relazioni italo-slovene dal 1880 al 1956. All'atto della presentazione del documento finale, adottato all'unanimità, gli estensori suggerirono ai due Governi committenti, quali forme opportune di utilizzo del documento, i seguenti atti: la presentazione pubblica ufficiale della relazione nelle due capitali, possibilmente in sede universitaria, come segno di stabile riconciliazione tra i due popoli; la pubblicazione del testo nelle versioni italiana e slovena; la raccolta e la pubblicazione degli studi di base; la diffusione della relazione nelle scuole secondarie". 

Parlare ai giovani

"Il Governo sloveno aveva a suo tempo provveduto alla pubblicazione ufficiale della relazione, quello italiano non ancora", scrive l'esponente della Slovenska skupnost, che quindi ripropone l'invito all'amministrazione regionale a riprendere in mano il prezioso lavoro "e che sia proprio la Regione a farsi
promotrice della pubblicazione e della diffusione di questa relazione storica congiunta in tutte le scuole del Friuli Venezia Giulia. Offriremmo così ai nostri giovani una nuova opportunità di conoscere la storia da un documento a suo tempo ampiamente condiviso, che certamente non si può ritenere concluso ma che tuttavia rappresenta un'utile base per approfondire i singoli argomenti e fasi storiche con il dovuto scrupolo e saggezza.

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"Sono certo che i nostri ragazzi, coadiuvati dagli ottimi insegnanti - conclude Gabrovec -, sapranno interagire con il documento aprendo una nuova fase nei rapporti con la storia dei nostri territori, con le loro radici, con le ricche tradizioni e nel segno della pluralità identitaria che ci contraddistingue e rende speciali".
 

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