La maggioranza respinge la mozione del Pd su Giulio Regeni

Fabiana Martini ha presentato “l’adesione alla campagna di sensibilizzazione promossa da Amnesty International Italia mediante il riposizionamento del manifesto con la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Porro: "Verità per tutti"

Il Consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dalla consigliera Fabiana Martini del Partito Democratico che chiedeva “l’adesione alla campagna di sensibilizzazione promossa da Amnesty International Italia mediante il riposizionamento del manifesto con la scritta “Verità per Giulio Regeni” sulle facciate delle principali sedi regionali della Regione FVG”. La mozione ha visto 19 voti contrari, 13 a favore e un non voto. 

In aula si è assistito inizialmente alla comparsa di uno striscione “Verità per tutti”, esposto dal consigliere di Fratelli d’Italia Salvatore Porro e fatto rimuovere dal presidente Francesco Panteca. “Chiedo verità per questo povero ragazzo ma voglio che ci sia verità per tutti, per Ilaria Alpi, per Miran Hrovatin, per le persone vittime della strage di Dacca e per tutti gli italiani uccisi in giro per il mondo”.

"A voi dei diritti umani non interessa niente"

Sabrina Morena ha criticato pesantemente la maggioranza. “A voi dei diritti umani non interessa niente ed è per questo che voi non aderite a questa campagna, siete voi le persone alle quali non interessano i diritti umani”. Anche la Lega, nelle parole di Michele Claudio, ha espresso contrarietà alla mozione. “Io esprimo rispetto nei confronti della famiglia Regeni e non posso pensare che la politica si intrometta per una manciata di voti”. Secondo Claudio infatti “la famiglia ha chiesto verità allo Stato ed il mio rispetto è tale da rimettermi alla volontà della famiglia stessa”.

"Benaltrismo"

Fabiana Martini ha tacciato di benaltrismo la maggioranza. “Mi stupisce che si respingano al mittente presunte accuse di strumentalizzazione politica e poi si ripropongano in un’altra direzione” ha detto la dem, in riferimento ad altri esempi fatti dai banchi del centrodestra. “Queste vostre menzioni potrebbero essere inserite nel benaltrismo perché stiamo parlando della richiesta di verità per Giulio Regeni ed invece si menzionano tutti quelli per cui non viene chiesta verità”. Secondo la Martini “tanti dei nomi fatti, hanno alle spalle movimenti e persone che non si sono mai stancate di chiedere verità. In questo caso stiamo parlando di Giulio Regeni e lo striscione dovrebbe proprio evitare la rimozione”.

Le parole di Fratelli d'Italia

“Eravamo in silenzio per tanto tempo, eravamo in silenzio quando utilizziamo strumenti politici per poter parlare” ha affermato Claudio Giacomelli ribandendo di voler dare “la mia disponibilità a votare per una mozione che chieda verità per un ragazzo italiano ucciso e per ogni italiano vittima all’estero. Ma se ci svegliamo solamente sullo striscione di Fedriga o di Dipiazza, vuol dire che stiamo utilizzando questa vicenda in modo politico o sbagliato. O si è italiani 365 giorni l’anno, oppure no”.

Secondo il forzista Alberto Polacco “attenzione a non fare di tutto ciò guerra di totem, perché diamo dei messaggi alla cittadinanza sbagliati. Evidentemente c’è un retropensiero politico. La presentazione di questo documento non fa un favore al clima politico”. Per Polacco “tutto questo deve essere sempre ricordato ma lontano dalle semplificazioni della politica”. 

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