Immigrazione e accoglienza: incontro in Regione per studiare soluzioni

La governatrice Debora Serracchiani e l'assessore regionale Gianni Torrenti si sono riuniti per discutere di tematiche riguardanti la situazione dei richiedenti asilo e profughi in Fvg. Necessarie nuove strutture per la prima accoglienza

Un confronto per individuare soluzioni condivise e affrontare, attraverso proposte concrete, la complessità della situazione dei richiedenti asilo e profughi in Friuli Venezia Giulia. È stato questo il motivo dell'incontro nella sede della Regione a Udine, fra la presidente Debora Serracchiani, l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti e le associazioni della rete di accoglienza del Friuli Venezia Giulia che hanno evidenziato le problematiche che insistono sul territorio ma anche le proposte.

«Alcune di esse - ha riferito la presidente - sono accoglibili e condivisibili, quale, ad esempio, il rafforzamento del servizio immigrazione della Regione sul quale si intende includere anche il tema dei minori volto a fare in modo che la struttura rappresenti un punto di riferimento per i Comuni nella programmazione e nella gestione dei programmi di accoglienza, che accompagni le amministrazioni che si sono rese disponibili a gestire i programmi di accoglienza per i richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale». «Un incontro utile nel quale - ha detto a margine la presidente - è stato trattato un tema complesso qual è quello dei flussi migratori; l'amministrazione regionale anche attraverso i tanti volontari sta cercando di dare le risposte e questo non avviene su tutto il territorio nazionale. Abbiamo un numero di presenze importanti, superiore alle quote iniziali, che abbiamo affrontato anche in modo strutturale con un ottimo coordinamento con il dipartimento immigrazione nazionale».

Sugli Enti locali Serracchiani ha sottolineato il coinvolgimento di 60 comuni, ognuno dei quali si è impegnato in un progetto «ma dobbiamo fare di più, motivo per cui agiamo sugli ambiti socio assistenziali e chiediamo ai singoli comuni di partecipare ai prossimi bandi Spar perché ci sono le condizioni per poter dare una riposta al tema dei flussi migratori senza metter in difficoltà le nostre comunità». Torrenti ha poi proposto l'allargamento del tavolo di protezione internazionale esistente alle realtà associative che si occupano di programmi di accoglienza. Un altro tema affrontato ha riguardato la necessità di aumentare le strutture di prima accoglienza che per Torrenti e Serracchiani deve tradursi in piccoli centri più diffusi sul territorio. Un approccio, quello sostenuto dal governo regionale, volto ad evitare di ricorrere a grandi strutture, spesso isolate geograficamente e ghettizzanti nella loro logica di gestione, condiviso dalle associazioni.

Torrenti ha ribadito, inoltre, la necessità di implementare i progetti di integrazione che sono ancora pochi rispetto alle esigenze ma ha sottolineato che l'integrazione sarà una delle priorità delle azioni dell'area del volontariato finanziando progetti che provengono da quella direzione e che, analogamente sui bandi cultura è prevista una premialità sulla multiculturalità e sull'integrazione perchè serve una cultura diffusa diversa. Ha ricordato poi come non sia possibile investire delle risorse regionali per ristrutturare degli edifici per la prima accoglienza perché non è nelle competenze della Regione ma dello Stato, ma i finanziamenti ci sono ed è positivo lo stanziamento del Governo di circa 50 milioni di euro per ristrutturare edifici pubblici per la prima accoglienza ha affermato. Fra i molti contributi, quello di don Pierluigi Di Piazza presidente del Centro di accoglienza "Ernesto Balducci" che ha evidenziato come l'accoglienza dei rifugiati non vada inquadrata quale emergenza ma come cambiamento strutturale che può apportare benefici economici e sociali al territorio. Analogamente Gianfranco Schiavone presidente del Consorzio italiano di solidarietà (Ics) ha sottolineato la necessità di un maggior coinvolgimento degli enti locali.

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