I prefetti del Friuli Venezia Giulia "a difesa" dell'accoglienza

Secondo i vertici delle prefetture di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone in questo momento "non siamo di fronte ad un'emergenza". L'audizione di fronte alla Commissione in Consiglio Regionale

I prefetti di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone sono stati ascoltati questa mattina nella sala del Consiglio Regionale dalla VI Commissione. Hanno esposto ai membri della Commissione il loro lavoro e un report sull'accoglienza nelle diverse province rappresentate. "In questo momento non c'è un'emergenza - ha dichiarato il Prefetto di Trieste Annapaola Porzio - e come d'accordo stanno continuando i trasferimenti delle 80 persone da Trieste verso altre zone". La situazione per quanto riguarda la questione immigrazione a livello nazionale è rimbalzata fino a Trieste e ha sollevato le dichiarazioni del Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e quelle del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori. L'audizione dei Prefetti da parte della Commissione giunge in un momento in cui il dibattito si sta facendo sempre più "acceso". 

Lo "sgombero" di Polidori

Gli obblighi della Prefettura   

"Cerchiamo di portare a termine questo compito che ci è stato assegnato - ha continuato la Porzio - e consapevoli che nessuno potrebbe operare senza la collaborazione degli altri soggetti, senza le comunità locali, senza chi si occupa di accoglienza. La Commissione per i richiedenti asilo che dal 9 luglio è stata spostata da Gorizia a Trieste al momento, temporaneamente è ospitata nel palazzo della Prefettura". "Il percorso di accoglienza è un percorso lungo, che dal momento del rintraccio passa attraverso diverse fasi fino ad arrivare allo scambio di informazioni che avviene in fase collegiale. Le commissioni stanno lavorando e continueranno a lavorare ancora più intensamente. Su Trieste prestiamo grande attenzione, e cerchiamo di lavorare assieme". 

L'accoglienza triestina difende il suo operato

Il "monitoraggio" sull'area di Bihać 

"Il monitoraggio dell'area della zona al confine tra Bosnia e Croazia è continuo - ha dichiarato a margine il Prefetto - anche se in quell'area vi sono etnie che non arrivano qui a Trieste". La situazione nel paese balcanico è in continua evoluzione e con la presenza di migliaia di persone. La Croazia ha schierato la Polizia ai confini ma non riesce a monitorare e controllarli tutti, anche per la loro lunghezza. Le persone arrivano con i passeur che riescono a passare i confini e li fanno scendere a pochi metri dalla frontiera con l'Italia, come confermato da diverse fonti. 

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