Immigrazione, Serracchiani: «Impegno Governo a smistare 1000 richiedenti altrove» (VIDEO)

Il prefetto Mario Morcone al Tavolo Immigrazione in Prefettura a Trieste. Riconosciuta ufficialmente la rotta balcanica come flusso importante di migrazione: in Friuli Venezia Giulia non saranno più dirottati rifugiati sbarcati al Sud via mare

Riconosciuta ufficialmente la rotta balcanica come flusso importante di migrazione che, a livello nazionale, coinvolge in primis il Friuli Venezia Giulia, nella regione più a Nord-Est d'Italia non saranno più dirottati rifugiati sbarcati al Sud via mare.

Lo ha annunciato a Trieste, al Tavolo Immigrazione convocato in Prefettura, il capo del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno Mario Morcone che, nel contempo, ha rassicurato la presidente della Regione Debora Serracchiani in merito a un rapido smaltimento della quota in eccedenza di rifugiati presenti sul territorio.

"In base all'Accordo siglato nel luglio 2014 in sede di Conferenza unificata - ha infatti spiegato Serracchiani - in Friuli Venezia Giulia sono previsti al massimo 1.700 richiedenti asilo ma - ha aggiunto - al momento ne abbiamo 1.000-1.200 in più che, una volta pronti i sei hub che abbiamo individuato, saranno progressivamente trasportati altrove per garantire qualità all'accoglienza nel pieno rispetto della comunità locale".

"Il Friuli Venezia Giulia - ha evidenziato ancora la presidente, intervenuta con l'assessore Gianni Torrenti al Tavolo aperto a prefetti, questori e sindaci - è tra le regioni che meglio ha saputo organizzare l'emergenza. Dopo averli identificati, ora dobbiamo rendere gli hub disponibili quanto prima e, in questo senso, abbiamo riscontrato la massima disponibilità da parte del prefetto Morcone".

Preso atto della necessità di snellire e velocizzare le procedure di riconoscimento o meno dello status di rifugiato (tutti d'accordo che non basterà aumentare il numero di commissioni o sottocommissioni), Serracchiani ha proposto che tutti gli hub siano dotati di spazi destinati alla Polizia per il rilascio dei documenti previsti, evitando così assembramenti davanti alle Questure nei centri cittadini, e di un laboratorio medico dove, in base alle convenzioni siglate con tutte le Aziende sanitarie regionali, poter effettuare screening immediati".

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"C'è l'impegno dello stesso Morcone - ha precisato Serracchiani - a intervenire, smistando le persone in altre regioni, nel momento in cui i numeri dovessero diventare eccessivi rispetto alla quota a noi originariamente assegnata. Prefetti, questori, sindaci e associazioni coinvolte - ha proseguito - si sono mostrati compatti nel voler intervenire subito e bene. La messa in pratica del Piano di accoglienza condiviso con l'ANCI del FVG e approvato da Regione e Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) - ha commentato la presidente - è fondamentale per evitare eccessiva pressione sulla nostra comunità".

Al Tavolo Immigrazione è inoltre emerso, come successivamente riportato anche dalla stessa Serracchiani, l'ottimo risultato prodotto dal rafforzamento della sorveglianza sul confine con l'Austria, laddove sono stati arrestati una cinquantina di passeur e intercettati centinaia di migranti.

"L'ottimo lavoro svolto dalle nostre Forze dell'Ordine in collaborazione con quelle dei Paesi vicini - ha quindi rilevato la presidente della Regione - è servito a ridurre pressoché a zero gli ingressi nel Goriziano, mentre le maggiori criticità stanno emergendo nell'area confinante triestina dove, peraltro, il questore può vantare il fermo della ragazza francese che voleva unirsi all'ISIS in Siria".

"Il Friuli Venezia Giulia - ha sottolineato Morcone - si è sempre mostrato sensibile ed efficace relativamente alla questione rifugiati. La qualità dei diritti, infatti, impone singole verifiche anche se questo nostro approccio non viene condiviso da tutti i Paesi".

"Non possiamo impedire la ricerca di una vita migliore - ha concluso il capo del Dipartimento ministeriale, ricordando l'impossibilità di ricondurre gli immigrati nei Paesi d'origine in assenza di accordi bilaterali stipulati solo con Egitto, Tunisia, Marocco e Nigeria - e, in quest'ottica, Toscana e Friuli Venezia Giulia hanno ben identificato e realizzato la soluzione dell'accoglienza diffusa, favorendo in questo modo il minor impatto possibile sulle realtà locali a tutto vantaggio di una possibile quanto auspicata integrazione che, allo stesso tempo, significa anche abbattimento delle maggiori problematiche".

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