Un incendio divorò la loro casa, la storia di una famiglia tornata alla normalità dopo aver perso tutto

Il 2 luglio dello scorso anno l'appartamento al civico 33 di via Crispi venne distrutto da un terribile incendio. La storia di Maurizio e della sua famiglia e di come sono riusciti a superare i giorni bui grazie alla loro fede e l'amore che li unisce

Sono passati sette mesi da quel terribile 2 luglio dello scorso anno, quando Maurizio e la sua famiglia hanno perso tutto. Nel pomeriggio di una calda giornata estiva il loro appartamento all'ultimo piano di via Crispi 33 è stato devastato da un incendio. In quei minuti le fiamme non hanno inghiottito solo mobili e letti, ma anche i ricordi famigliari di una vita. "Quel giorno è stato traumatico per tutti - racconta Maurizio -. Io ero a lavoro mentre i miei figli e mia moglie, fortunatamente, non si trovavano in casa perché erano andati al mare. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che, mezz'ora dopo, la nostra casa sarebbe stata divorata dalle fiamme".

"I primi mesi sono stati i più difficili - continua Maurizio -. Nel primo periodo dopo l'incendio siamo stati ospiti di mio nipote per circa un mese e mezzo, poi ho trovato un nuovo appartamento in affitto dove abbiamo dovuto ricominciare con l'amara consapevolezza che tutti i nostri ricordi erano stati ridotti in cenere". Dopo sette mesi da quel 2 luglio l'appartamento risulta ancora inagibile. "L'unica differenza sta nel fatto che è stato svuotato. Nel frattempo sono terminate le indagini, quindi non ci resta che attendere che l'assicurazione sblocchi i soldi necessari per terminare i lavori".

"Ciò che ci dà serenità oggi è l'amore che ci lega e la nostra fede - aggiunge -. Siamo sempre rimasti uniti. Inoltre, il pensare al lato positivo delle cose aiuta molto, perché poteva andare molto peggio. Ancora oggi ringrazio i Vigili del Fuoco: hanno fatto un lavoro eccezionale".

L'amore e la solidarietà, quel giorno, sono arrivati anche dalla città. Il Triestina Club Bar Capriccio, infatti, aveva organizzato per loro una raccolta fondi che è riuscita a donare non solo un contributo economico, ma anche un sorriso. "Trieste è stata solidale oltre ogni aspettativa - conclude il padre di famiglia-. Sono grato a tutti coloro che ci hanno aiutato. Ora non resta che aspettare che la burocrazia faccia il suo corso". Per tornare alla normalità. 

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