Inchiesta software spia: perquisizioni anche a Trieste

Violate le comunicazioni tra privati, ma anche quelle tra uffici pubblici e di molte procure italiane. Due arresti a Napoli

L'inchiesta "Exodus" sbarca anche a Trieste con la perquisizione ad uffici e informatiche di alcune società che, secondo gli inquirenti, avrebbero utilizzato il software spia.

Intanto, questa mattina a Napoli, l’indagine denominata appunto ‘Exodus’ ha portato all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Diego Fasano, 46 anni, amministratore della E-Surv srl, società proprietaria della piattaforma informatica Exodus utilizzata per attività di intercettazione telematica mediante captatore informatico, e per Salvatore Ansani, direttore delle infrastrutture It della E-Surv e creatore e gestore di Exodus.

Rigettata la richiesta di arresto per un terzo soggetto, Davide Matarrese, un dipendente di E-surv ritenuto responsabile della creazione di nuovi virus. Nell'ordinanza, Ansani è indicato come creatore e gestore della piattaforma Exodus, della quale si servono decine di uffici pubblici in tutto il Paese. I reati sarebbero di intercettazione abusiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode di pubbliche forniture.

Perquisite anche alcune società di Caserta e Latina, dove sono stati sequestrati materiali informatici e profili cloud.

I numeri

Quasi 900 intercettazioni illegali, circa 250 senza alcuna autorizzazione. Sono questi i numeri preoccupanti che emergono dall'inchiesta Exodus della Procura di Napoli. Violate le comunicazioni tra privati, ma anche quelle tra uffici pubblici e di molte procure italiane. L'aspetto preoccupante è che i numeri presenti nelle carte sono al ribasso e potrebbero essere solo la punta dell'iceberg. Il pericolo viene dall'interno. Infatti, al centro dell'indagine ci sono le società che gestiscono il sistema delle intercettazioni per conto delle procure.

Qui il video delle dichiarazioni di Pasquale Angelosanto, comandate Ros Carabinieri, e Nunzia Ciardi, direttore della Polizia Postale, di Napoli.

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I possibili moventi

Al momento, non è chiaro il perché l'azione criminale sia stata portata avanti. I moventi potrebbero essere diversi: dal ricatto alla vendita di informazioni, passando per la crescita commerciale della società. Le indagini proseguono per capire se le persone "spiate" siano comuni cittadini o personaggi che siano rappresentativi di interessi economici.

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