Il midterm del sindaco Dipiazza, l'intervista esclusiva

Abbiamo rivolto al primo cittadino di Trieste 23 domande sui primi due anni e mezzo di mandato: Ferriera, grandi inchieste, lo sport, lo sviluppo del Porto Vecchio e molto altro. "Forse non ci sarà mai più un sindaco per tre mandati"

Il 2 Dicembre del 1996 Roberto Dipiazza diventava sindaco di Muggia dando il la alla personale parabola politica. Dopo 22 anni Dipiazza è ancora in sella al Comune di Trieste, tra una maggioranza che sente la spinta leghista e un'opposizione che sembra dare battaglia, il primo cittadino ha accettato di incontrarci. 

Il primo passaggio, forse quello più importante, riguarda la sensibilità verso il Porto vecchio e l’area: i lavori del terrapieno di Barcola, la rotatoria, il Museo del Mare sono gli interventi visibili al momento ma ce ne saranno certamente altri, giusto?

Dobbiamo fare un po’ il punto sulle cifre: cinque milioni e mezzo di euro giunti dalle UTI e messi sul terrapieno di Barcola, il parcheggio Boveto realizzato e 33 milioni destinati al Magazzino 26 dove vanno dentro ITS, il Museo del Mare, l’Immaginario Scientifico, il Museo della Bora, quello dell’Antartide, il Magazzino 18  e ancora altre quattro, cinque cose, che andranno a creare un’economia di scale perché avremo un unico museo. Abbiamo poi 11 milioni sul Centro Congressi che sta andando avanti con un project interessante, 6 milioni sulla grande rotatoria che è in gara adesso e che permetterà l’uscita dal Porto vecchio  e 16 milioni sulle urbanizzazioni. Con il 2020 infatti scadono le concessioni Bolkestein per cui andremo a sistemare anche tutta quella linea di costa dell’area. Dall’altra parte ci sono cinque magazzini Greensisam che dovrebbero andare in gara adesso e in più abbiamo portato gli indirizzi di variazione del Piano regolatore che consentirà l’acquisto di un magazzino da parte di privati che proprio grazie alla variante del PR potrà finalmente farlo. In corso Cavour infine cinque milioni per destinare gli edifici a start-up.

Porto Vecchio, Dipiazza: "33 milioni al magazzino 26 e molto altro" (VIDEO)

L’area ex Maddalena?

Quell’area era “fallita” e ho chiesto agli imprenditori di risolvere quel problema. Verrà fatto un piccolo supermercato. All’inizio del mio primo mandato come sindaco di Trieste la Giunta Illy mi aveva lasciato due accordi di programma: uno era con il Silos e l’altro era con la Carrefour francese per via dell’Istria. Poi la General Giulia fallisce e Carrefour scappa. Ora bisogna risolvere il problema perché è brutto e non è salubre visto che è pieno d’acqua.

I lavori galleria di piazza Foraggi?

Per la galleria di piazza Foraggi abbiamo fatto la gara per 800mila euro e, per spiegare ai concittadini come vanno le cose, devo fare una precisazione: adesso stiamo facendo la gara per la validazione del progetto perché il Codice degli appalti la prevede. È da andar fuori di testa ormai. Vedi anche le notizie degli ultimi giorni (il sindaco fa riferimento all’operazione “Grande Tagliamento” ndr) che chi vuole rubare, e lo dice uno che non ha scritto niente sulla sua fedina penale, ruba lo stesso, in Italia, in Europa e nel mondo. Questa è la realtà.

La situazione del cantiere a Roiano?

Per quanto riguarda la caserma di Roiano aveva 70 posti macchina con l’asilo e il parco. Quando avevo lasciato nel 2011 l’accordo era per 300 parcheggi, quindi adesso sto facendo una piccola variazione per cui altri 230 posti verrano realizzati sotto terra. 70 mi sembravano un po’ pochi visto che Roiano ha bisogno di parcheggi.

La sala Tripcovich?

In merito alla sala Tripcovich, quando diventerà nostra allora chiederò al Verdi, che sono proprietari, di fare un cambio: daremo i magazzini delle Noghere e loro ci daranno la sala. Poi, visto che è tutto vincolato, domanderò alla Soprintendenza quello che pensano di fare.

Quali sono realisticamente i tempi di realizzazione?

Non si può parlare di tempi. Il primo progetto di piazza Libertà l’ho fatto nel 2004 e appena quest’anno sono partiti i lavori. Spiego anche perché: il comitato contro quattro alberi, comitato contro le pietre, comitato contro il sottopasso, praticamente un comitato al giorno. Risultato? Dal 2004 i lavori, dove sono destinati cinque milioni di euro, sono partiti appena nel 2018.

S’intravede la luce per il tram di Opicina?

A primavera del prossimo anno dovrebbe essere pronto. Quella è la vergogna vera vedete. Servitori dello Stato che hanno fatto di tutto per rallentare la ripartenza. Non fu un errore tecnico ma uno andò con la quarta carrozza a prendersi il caffè in piazza Oberdan e infatti è inquisito. Da quel momento si sono scatenati un po’ tutti, anche perché ormai in Italia nessuno firma più niente.

Tram di Opicina, Dipiazza: “Entro la prossima primavera”

Le nuove assunzioni alla Polizia Locale: sono passati in 41 e il vicesindaco Polidori ha affermato che ci potrebbe essere un nuovo concorso.

Abbiamo avuto un sacco di gente che è andata in quiescienza. Stiamo facendo anche i concorsi della ragioneria, dei geometri, delle scuole, insomma dobbiamo potenziare tutto. Allora non posso dire “prendo 200 vigili e non assumo i geometri”. Tanto per intenderci non abbiamo nessuno in ragioneria. Da buon padre di famiglia metto un po’ in tutti i reparti. Grazie anche ai concorsi arriveranno persone giovani e molto preparate.

È andata in aula e passata la delibera sull’armamento.

Rispondo con un dato: l’ex sindaco di Udine Sergio Cecotti un giorno fu chiamato dal prefetto che gli disse “sindaco lei mi deve far uscire le pattuglie di notte”, perché di notte? Per il fatto che se succede un incidente di notte a Trieste arrivano o i Carabinieri o la Polizia di Stato e abbiamo due automobili fuori. Bastano due incidenti e non c’è più nessuno. Per legge per far uscire le pattuglie dopo le due di notte devono essere armati. Il sindaco Cecotti all’epoca armò subito senza tutte le polemiche che abbiamo a Trieste. Se ti devo dire la verità io sono contro l’armamento ma se lo dice la legge è così. Poi vi dirò, sono cambiati anche i tempi. Mandare gli agenti in Porto vecchio di notte a mani nude, o in alcune periferie o anche in Carso, ci penserei due volte. Non per questo la città è meno sicura. Poi vai a vedere anche le altre città: Vienna non è più la Vienna di un tempo, c’è gente che dorme sotto i ponti, a Parigi ci sono barboni che dormono di fronte ai negozi, lasciamo perdere Roma, a Firenze è uguale. Se vai a New York ci sono migliaia di persone con la bottiglia di whiskey che vanno in giro e solo a Capodanno gli aprono i garage sotterranei per dormire. Trieste non ha questo problema. La qualità della vita e della sicurezza di Trieste è diversa da altre città e lo dicono i turisti che arrivano qua.

Capitolo Ferriera, sono passati i “famosi” 100 giorni.

Quella dei 100 giorni è stata una bufala inventata dalla sinistra. Avevo detto che avrei sviluppato i dieci punti del programma in 100 giorni e l’hanno trasformata che l’avrei chiusa. Non credo di poter dire che il sindaco è così cretino da chiudere un’industria di 1000 operai in 100 giorni, anche perché altrimenti diamo dei cretini ai triestini che mi hanno eletto a sindaco per la terza volta. In questo periodo sto molto zitto perché stiamo facendo delle cose molto importanti per trovare la soluzione. Una volta si andava sui giornali mentre oggi si fanno le cose e si sta zitti.

Si riferisce all’interesse cinese e ad altri possibili investitori?

Vedo che avete capito.

Ferriera, DiPiazza: “I 100 giorni? Una bufala della sinistra” (VIDEO)

Torniamo all’affermazione “una volta si andava sui giornali e oggi si sta zitti”. Lei ha una comunicazione politica che è diversa dagli altri membri della Giunta, al vicesindaco e generalmente a Trieste. Fa tutto da solo o si fa aiutare?

Ho un capo di gabinetto molto importante e facciamo questo insieme. Vi spiego anche perché: se si dice che il Comune non ha più la presidenza di Acegas si racconta una balla. Acagas APS Hera ha un miliardo e mezzo di capitale e noi come Comune possediamo 146 milioni (il 10 per cento ndr). Se siamo soci e uno ha il 90 e l’altro 10, chi comanda? In questo momento Hera, che ha appunto il 90 per cento delle quote e mi sembra esagerato dire che vendendo il 0,8 per cento non abbiamo più la presidenza. L’errore è stato fatto quando è stato venduto a Hera, lì bisognava fare i patti parasociali definitivi: a me spettava il presidente, a te l’amministratore delegato, a lui aspettava il consiglio di amminstrazione, insomma qualcosa di simile. E invece abbiamo fatto dei patti che scadevano, questa è la verità e il motivo per cui mi faccio la comunicazione da solo. Io personalmente ho sempre avuto un rapporto molto difficile con i giornali e infatti sono 24 anni che vinco.

Certi argomenti diventano principali nella cronaca cittadina e altri invece spariscono. Il tema dell’immigrazione e del passaggio di migranti in estate era presente mentre adesso sembra essere sparita, pur sapendo che continuano a passare.

25 anni fa purtroppo sul Carso morirono di freddo 13 bengalesi o cinesi (erano cinque senegalesi e un maliano nel 1973 e trovarono la morte a San Dorligo/Dolina ndr) e passavano già allora e c’era ancora la Jugoslavia. La verità è che è sempre successo e sempre succederà (il passaggio di persone ndr). Se posso fare una critica alla sinistra, questa accoglienza diffusa non va bene. Bisognava direzionarli in certi campi e dirgli: volete andare in Germania, fermarvi in Italia, volete imparare l’italiano, così andava fatto. Questa accoglienza diffusa ha irritato le persone.Penso che potevamo utilizzarli meglio. E continuo a dire, senza gli 8000 bangladesh che abbiamo a Monfalcone non andremmo a realizzare le navi più belle del mondo. Abbiamo bisogno degli immigrati ma non come ha fatto la sinistra con l’accoglienza diffusa là in albergo a non fare niente. Abbiamo bisogno di una immigrazione regolamentata. Anche la polemica sul 30 per cento di studenti stranieri non la capisco, stiamo parlando di una misura fatta per la loro inclusione e mi sembra di una semplicità incredibile.

Il momento che la città sta vivendo è particolarmente importante.

Una volta quando andavi in giro per il mondo dovevi dire “Trieste, near Venice” adesso invece dici Trieste e basta. Siamo diventati il primo porto del Mediterraneo per petrolio, e abbiamo la fila di investitori perché i fondi di investimento sono pieni di soldi, tra i tanti c’è anche l’IKEA Immobiliare.

Questo deve essere anche monitorato.

La più bella operazione è quella che abbiamo preso i 30 ettari della Wartsila, 70mila metri quadrati di magazzini vuoti che sono pronti in zona franca internazionale, guardate che la zona franca internazionale in Europa non ce l’ha nessuno. Assieme a Zeno D’Agostino e Mario Sommariva e il “mio” Santi Terranova abbiamo fatto delle cose fantastiche.

Come sono i rapporti tra Comune e Autorità Portuale?

Eccellenti. Avevo D’Agostino qui per tre ore e abbiamo discusso di tante cose che non si possono dire. Orban ha scelto Trieste e lasciato Capodistria, mica male eh. L’Ungheria è ritornata sull’Adriatico.

Veniamo ad un momento che all’inizio di Novembre ha un po’ diviso Trieste, vale a dire il corteo di CasaPound da una parte e il corteo di Trieste Antifascista dall’altra. Lei ha deciso di rimanerne un po’ fuori.

Ho fatto delle telefonate importanti a Roma. Sono andato dal Prefetto e mi ha detto:”Sindaco, la democrazia prevede che questi possano farlo. Basta”. È stata l’unica volta in 17 anni che ero preoccupato. Sinceramente quella notte non ho dormito. Come mi sarei presentato davanti a Mattarella se avessi avuto la città mezza distrutta? Devo essere sincero, CasaPound sotto il punto di vista ambientale si è comportata in maniera (non udibile) e non hanno lasciato spazzatura, mentre gli altri abbiamo pulito San Giacomo fino alle sei del mattino, ma sono cose ininfluenti. Non è successo nulla e questo mi ha fatto piacere. Ho detto una cosa però: ci sono i diritti di manifestare ma c’è anche il dovere di ricordare che ci sono luoghi dove la Storia ha fatto dei danni importanti, da destra a sinistra, come le foibe, la Risiera, morti, uccisi, pensa a via Ghega, per cui attenzione, dovere del rispetto.

Sui giornali è emersa l’operazione “Grande Tagliamento” che coinvolge anche Trieste.

In Italia puoi fare tutte le leggi che vuoi ma se poi uno è disonesto fa delle cose sbagliate. Non entro nel merito perché ci sarà la Magistratura che farà il proprio dovere. Certo che qualcuno si è mosso in maniera sbagliata, ho letto, ci sono dentro tutti tranne il Comune di Trieste. La grande viabilità l’abbiamo inaugurata nel 2008 dopo 6 anni di lavori e dopo 10 anni non c’è una screpolatura, quindi penso che si possono fare anche le cose bene in Friuli Venezia Giulia.

Nella maggioranza ci sono stati alcuni consiglieri che sono passati alla Lega. Ha sempre più potere?

La Dal Toè era già arrivata da me da Rivolta Italia per cui era ospite nostra. Bettio ha cambiato situazioni quattro, cinque volte. L’importante è che rimangano in maggioranza. Abbiamo 25 con il sindaco, 21 è il numero legale, dopo che tu sia milanista, interista o juventino non cambia molto.

Il “caso” TriesteServizi progetto presentato dai consiglieri Cason e Panteca.

Hanno fatto questo lavoro enorme senza confrontarsi. La politica è l’arte del possibile ma è anche momento di confronto. Se voglio fare una cosa importante ti confronti prima. Loro prima l’hanno fatta, l’hanno presentata da soli e dopo hanno detto “adesso vogliamo la condivisione”. Non è così, bisognava prima trovare la condivisione, presentarla, anche perché forse si poteva tirar fuori qualcosa di buono e poi, però, e questa è una mia osservazione, se tu sei dipendente statale e lavori negli ospedali è difficile che tu vada in una società privata, da un posto sicuro è complicato andare a fare i dipendenti di una srl, questo va capito perché tutti aspirano ad un posto sicuro nelle amministrazioni statali.

Una valutazione sul mandato di Fedriga in Regione.

Si è trovato la “bomba” del maltempo anche se le “caselle” che occupavano certi posti, e questo è un “vizietto” che ha la sinistra di coprire coi suoi che sono di sinistra, ed invece bisognerebbe lavorare per il  bene del paese. Stanno affrontando la sanità che l’altra (Debora Serracchiani ndr) le UTI che in molti casi era un bel disastro visto che da quattro province abbiamo fatto 18 UTI, già questo era un bel casino. Si è ritrovato alcuni rospi, come anche l’A4 che non è un problema da poco, ma Fedriga ha una cosa importante: conosce tutto il sistema romano, da Giorgetti a Salvini e questo è molto importante perché davanti a me prende il telefono e parla con tutti.

Passiamo allo sport. I lavori del Rocco verranno ultimati prima dei campionati europei under 21?

Abbiamo speso sei milioni per rifare il manto che era sempre in gravi condizioni, sono stati cambiati 20mila seggiolini e ne mancano ancora duemila, verrano tolte le recinzioni così il pubblico sarà vicino al campo come negli stadi inglesi. Poi parlando di calcio giocato, se la Triestina che ho visto contro il Vicenza è quella lì, allora andiamo avanti molto bene. Facciamo un gioco straordinario, mi piace molto questo allenatore.

Siamo a metà mandato. C’è qualcosa che come sindaco vorrebbe lasciare alla città alla fine di questa legislatura?

Sai, la gente si dimentica del concerto in piazza, delle opere pubbliche no. Quando cammino penso: ho fatto le rive, il Salone degli Incanti, la piscina Bianchi, messo Massimiliano in piazza Venezia, solo per citare alcuni esempi che mi riempiono di orgoglio. Però quando vai in campagna elettorale sono queste le cose che rimangono. Una volta ho portato MTV ma non se lo ricorda nessuno. Intendo dire che non ha cambiato la vita della città, mentre le opere, la viabilità, quelle sì. In ultimo, se riesco a fare il campus delle scuole in via Rossetti, allora resto un po’ nella storia di Trieste. Sono molto orgoglioso di essere per la terza volta sindaco di Trieste, forse non ci sarà mai più un sindaco per tre mandati.

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