Istria, confini "s-blindati": sospesa la direttiva europea anti-terrorismo

Dopo due giorni di code interminabili ai valichi sloveno-croati l'Unione Europea ha deciso di derogare il sistema del triplo controllo dei documenti

Come un pizzico per svegliarsi da un incubo, arriva la decisione dell'Unione Europea di derogare temporaneamente l'applicazione della direttiva europea antiterrorismo che impone alle forze di polizia della frontiera esterna di Schengen il controllo di tutti i documenti di chi esce e di chi entra; ogni carta d'identità o passaporto deve passare al vaglio di tre sistemi informatici: il sistema informativo di Schengen, quello dell’Interpol e quello della Slovenia. Sono bastati due giorni di code interminabili, venerdì 7 e sabato 8 aprile, per far cambiare idea: a prendere la decisione è stato Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza.

Fonti slovene e croate, relativamente area istriana (gli ex confini di Sicciole, Dragogna, Socerga, Podgorje, Starod, Brezovica e Jelšane) parlano di attese per superare i valichi che arrivano anche a superare le 2 ore: ogni triplo controllo di documento infatti comporta l'attesa di circa 20 secondi; a "bloccare" il traffico sono in particolare gli autobus turistici. «Nonostante la capacità tecnica e umana della polizia di frontiera, nonostante la cooperazione con la polizia di frontiera della Repubblica di Slovenia e Ungheria, non siamo riusciti a evitare le code ai valichi», spiega il sito del Governo croato ne dare la notizia della sospensione della direttiva per gli ex confini interni con la Slovenia e Ungheria.

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A questo ci si può chiedere: ma se la misura era stata imposta per motivi si sicurezza e lotta al terrorismo, possono essere 2 ore di attesa a mettere ad avere la meglio sulla vita di centinaia e migliaia di persone? Oppure è una sorta di ammissione, mascherata da comprensione, di un errore o errata valutazione?

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