L'ex Magazzino "riconsegnato" alla città: investimento da 25 milioni (FOTO-VIDEO)

All'interno della muratura originaria, a una distanza di circa 3 metri, è stato inserito un nuovo corpo architettonico completamente vetrato. Inaugurazione di Eataly il 17 gennaio

Il presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia, ha simbolicamente consegnato alla città, nelle mani del Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, l’edificio dell’ex Magazzino Vini: l’immobile era stato acquistato nel dicembre 2005 per adibirlo ad attività congressuale; successivamente, su invito dell’Amministrazione comunale dell'allora sindaco Dipiazza, il progetto originario è stato rivisto e l’edificio è stato destinato ad attività commerciale. 

L’incarico di progettazione dell’intervento di riqualificazione è stato affidato all'architetto Marco Casamonti, fondatore dello Studio Archea Associati di Firenze. Sono stati molto intensi i contatti con la Soprintendenza al fine di valutare e definire congiuntamente le ipotesi progettuali di riqualificazione che, nel rispetto delle volumetrie originarie, meglio tutelassero la struttura dell’edificio e rispettassero il contesto urbanistico in cui è situato. È stata quindi concordata una soluzione esecutiva che ha comportato lo smontaggio e il rimontaggio per porzioni del muro storico perimetrale.

All’interno della muratura originaria, a una distanza di circa 3 metri, è stato inserito un nuovo corpo architettonico completamente vetrato, collegato al perimetro esistente da passerelle sospese rivestite in pietra. A differenza dell’edificio storico, il nuovo volume ha due livelli interrati e due fuori terra: il -2 (circa 1.800 mq) è adibito a parcheggio (50 posti macchina), mentre il -1 (circa 1.100 mq), il piano terra (circa 1.200 mq) e il primo piano (1.000 mq) sono invece destinati a spazi commerciali concessi in locazione a Eataly. La prestigiosa catena alimentare che ha scelto come location per il punto vendita di Trieste proprio la sede dell’ex Magazzino Vini, aprirà le porte al pubblico martedì 17 gennaio.

L’atrio dell’edificio è caratterizzato da un’imponente doppia scala monumentale in acciaio cor-ten – che collega i tre piani commerciali, alla base della quale sono situate due vasche d’acqua scenografiche e da una grande parete rivestita in mattonelle di vetro retroilluminate che richiamano, per forma e materiale, il rivestimento interno delle antiche vasche dove veniva conservato il vino. Anche tra il muro storico, anch’esso rivestito internamente con le medesime piastrelle in vetro, e il nuovo corpo vetrato, al livello -1 si trova una grande vasca d’acqua che circonda tutto il perimetro dell’edificio.

Due anni di lavoro per il primo lotto dell’intervento di riqualificazione “fondazioni speciali e opere strutturali” (ATI Riccesi S.p.A., Imprefond s.r.l. e Trevi S.p.A.), particolarmente complesso dal punto di vista tecnologico (novembre 2010 – dicembre 2012): per realizzare i due piani interrati si è reso necessario scavare circa 23.000 metri cubi di terreno al di sotto del livello del mare e creare una paratia in “pali secanti” lunghi 13 metri ciascuno. A seguito della sottoscrizione del contratto preliminare di locazione con Eataly (luglio 2013), il progetto architettonico e, soprattutto, quello impiantistico, sono stati profondamente modificati per adeguarli alle nuove esigenze commerciali manifestate dal futuro inquilino. Selezionate le imprese esecutrici del Lotto numero 2 “opere civili e impianti tecnologici” (ATI Simeon s.r.l. e Riccesi S.p.A.), nel giugno 2015 sono stati avviati i lavori. L'opera complessiva ha visto l'investimento di circa 25 milioni di euro da parte della Fondazione CRTrieste. 

«Con questa iniziativa – ha riferito Massimo Paniccia – la Fondazione CRTrieste non solo ha consentito di riqualificare completamente un’importante area delle Rive cittadine, già oggetto di intervento da parte della Fondazione con la ristrutturazione dell’ex Pescheria, ma anche promosso l’insediamento di quello che potrà risultare un grande attrattore economico per la città, Eataly, che ha già potuto creare cento nuovi posti di lavoro, in gran parte destinati a giovani locali»

«A ricordo di questa bellissima giornata, grazie a te e a tutte le persone che hanno lavorato per realizzare quest'opera, che diventa un'attrazione importante per la città e per un sempre più vasto raggio di visitatori e turisti provenienti da Austria, Slovenia, Croazia e Italia settentrionale». Con queste parole, nel corso della cerimonia di consegna dell'ex Magazzino Vini,  il sindaco Roberto Dipiazza ha consegnato il sigillo trecentesco della Città di Trieste al presidente della Fondazione CRTrieste Massimo Paniccia. Un segno di stima e gratitudine che ha sottolineato una vicinanza mai venuta meno in tutti questi anni. Un grazie per aver accolto nel 2005 - nel primo mandato del sindaco Dipiazza - la sfida per il recupero e la piena valorizzazione dell'ex Magazzino Vini.

Nel suo intervento il primo cittadino ha sottolineato il valore e la qualità dell'opera, la sua importanza a livello occupazionale (con circa un centinaio di posti di lavoro) nonché la «grande emozione» per una sorta di “monumento” che diventa attrazione e richiamo, come Miramare o come sarà il futuro Parco del Mare, senza dimenticare infine la grande sfida e le nuove prospettive del Porto Vecchio.

Il sindaco Dipiazza ha quindi voluto premiare con il “crest” ufficiale del Comune di Trieste anche il segretario generale della Fondazione CRTrieste Paolo Santangelo e l'architetto Marco Casamonti, fondatore dello Studio Archea Associati, che ha progettato l'intervento di riqualificazione.

Nel corso della cerimonia il progettista, Marco Casamonti, ha illustrato la filosofia e le caratteristiche del progetto ed è stato proiettato un filmato realizzato da Videoest, disponibile nei prossimi giorni sul sito internet della Fondazione, che documenta le principali fasi dell’intervento.

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Commenti (2)

  • Ma essendo Eataly allora no i podarà vender cevapcici, mi calcolo che me tocherà andar sempre a Sezana ...........no son per niente sodisfà !

  • L'imbecillità odierna! Obbligare a recuperare i vecchi muri spendendo milioni di Euro, invece di demolirli e ricostruirli uguali, ma nuovi e migliori, è proprio una idiozia senza alibi!

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