Accordo sul porto, domani la firma del memorandum con la Cina

Giuseppe Conte e Xi Jinping sigleranno domani l'accordo che ufficialmente dà il via alla penetrazione cinese in territorio italiano. La partita complessa tra il Pireo, lo scalo ferroviario triestino, Kosice in Slovacchia, gli impianti dell'Azerbaigian, i treni austriaci. Tutto si muove

Il nome di uno dei 30 accordi che verranno firmati domani a Roma all'interno del Memorandum of understanding, è "Trihub" e, come riporta Il Friuli "riguarda direttamente il porto di Trieste". Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente cinese XI Jinping si troveranno a firmare tecnicamente quella che è definita "lettera d'intenti", all'interno della quale i contenuti non sono vincolanti e per i quali le due parti non si obbligano a concludere l'accordo definitivo. 

Tutto pronto, Fedriga: "Conosco bene il progetto"

Tuttavia, al dii là delle precisazioni, sembra che ormai sia tutto pronto per lo "sbarco" della Cina in Italia. Il sistema portuale triestino verrebbe interessato direttamente dalla realizzazione della nuova via della Seta, che attraverso il quadrilatero Pireo-Trieste-Liguria-Palermo penetrerebbe in Europa abbastanza agevolmente. Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimliano Fedriga ha dichiarato di conoscere molto bene il progetto cinese sul porto di Trieste. "Non riguarda concessioni a società cinesi o altro, ma riguarda un investimento ferroviario finanziato per la stragrande maggioranza da Rfi, quindi con maggioranza assolutamente pubblica". 

Progetto da 200 milioni di euro

"Trihub" come riporta sempre il Friuli "è inserito nella lista dei progetti dell'Unione Europea di interesse cinese e vede come protagonisti l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale di Trieste e la CCCC, la China Communications Construction Company". L'accordo sarebbe diviso in tre parti: "La prima riguarda un intervento della CCCC sul nodo ferroviario triestino che per il 70% fa capo a Rete Ferroviaria Italiana. Il progetto ha un valore di 200 milioni di euro, dei quali 160 già finanziati, e comprende anche una serie di investimenti ferroviari nelle aree di Trieste, Villa Opicina, Monfalcone e Cervignano del Friuli".

Ti concedo il porto, tu concedi l'impianto in Slovacchia

La seconda parte dell'accordo riguarda un grande impianto logistico da milioni di metri quadrati che i cinesi della CCCC stanno costruendo in Slovacchia, a Kosice. Già oggi, ogni giorno dal porto di Trieste partono treni merci con destinazione Slovacchia per cui l'Autorità Portuale potrebbe entrare nel nuovo interporto slovacco con una quota di minoranza, sempre secondo Il Friuli. Proprio negli scorsi giorni il porto, Rfi e le ferrovie austriache hanno firmato un importante accordo proprio sullo sviluppo dei traffici ferroviari da Trieste in direzione del bacino centro-europeo, e la Slovacchia rappresenta una delle aree di maggior interesse. 

Tu dai a me e io dò a te 

La terza parte riguarda lo sviluppo di progetti in Cina con CCCC, come "piattaforme logistiche che potrebbero facilitare l'esportazione di prodotti italiani in Cina" come d'altronde sottolineato dalle ultime notizie economiche riportate da Ansa che danno la Danieli pronta a diventare un partner importante di Pechino per la costruzione di un impianto dal valore di oltre 1 miliardo di euro in Azerbaigian e la nascita di Snaidero China, con entro l'anno la costruzione dei primi quattro stores tra i quali quelli di Pechino e Shangai. 

Eppur si muove

La sensazione è quella che tutto si stia muovendo e che nemmeno gli Stati Uniti possano opporsi a tutto ciò. Se la firma italiana non rappresenta a tutti gli effetti la rottura dei rapporti con l'Alleanza Atlantica, segna un passaggio storico nelle relazioni internazionali. La "fretta" con cui il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano ha sottolineato che la diplomazia produce ogni anno miliardi di euro di indotto, potrebbe rappresentare la presa di posizione del governo sulle necessità di cambiamento che gli accord con la Cina porteranno con sé. 

La firma nel breve periodo forse non cambierà granché, ma nonostante lo scetticismo della cartellonistica giuliana - forse l'autore conosce dettagli che il governo non sa? - la traccia sembra ormai segnata. Con buona pace di chi ha sempre preferito la staticità al movimento. 

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