De Marchi-Grbec a Servola: altri 380 mila euro per il cantiere "infinito"

L'assessore Lodi rassicura: «Il prossimo anno scolastico l'istituto sarà operativo», mentre la collega Brandi sottolinea che «gli spazi non sono suddivisi in modo equo e vanno ripensati insieme ai dirigenti scolastici»

Un anno di ritardo e costi lievitati per 380 mila euro che portano l'intero intervento a sfiorare i 2,2 milioni di euro. Sono questi i dati, al netto delle dichirazioni politiche, che emergono dal sopralluogo della V Commissione di Manuela Declich all’istituto De Marchi-Grbec, la storica struttura scolastica situata nel cuore di Servola e attiva dal lontano 1850. Il complesso scolastico si sviluppa su tre livelli e ospita una compresenza di scuole di insegnamento italiano e sloveno (due primarie e altrettante dell’infanzia).

Dal rifacimento degli intonaci al consolidamento dei solai, dai rivestimenti alla messa a norma degli impianti, passando per infissi, serramenti, pavimenti e adeguamenti in materia di sicurezza, il progetto preliminare risale al 2011, ma i lavori, a causa del Patto di stabilità, sono partiti appena nella primavera 2015, mentre gli alunni sono ospitati da ormai cinque anni in altri istituti (come quello di via Svevo). Il costo iniziale dell'intervento era previsto per 1 milione e 800 mila euro (tutti fondi comunali) e tempi di realizzazione erano stati fissati in 18 mesi, ossia autunno 2016; purtroppo però sono stati riscontrati delle criticità, soprattutto nel tetto e solai, che hanno comportato una magigorazione dei costi per circa 380 mila euro e un ritardo di quasi un anno

«I contrattempi hanno modificato il programma dell’intervento - ha affermato l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi -. Adesso restano da completare gli spazi interni, la cucina, gli ascensori, oltre ai cortili e all’area ludica esterna. Nell’ultima seduta di Giunta siamo riusciti a stanziare ulteriori 206mila euro. Ne mancano all’appello ancora circa 170mila per completare l’intervento, ma sono sicura che ce la faremo. Il prossimo anno scolastico l’istituto sarà operativo».

«La cifra spesa mi sembra enorme in relazione a una scuola di piccole dimensioni» ha affermato Guido Apollonio (Fi), mentre il collega Michele Babuder ha definito «incomprensibile la mozione presentata dal Pd (poi ritirata) che chiedeva spiegazioni all’amministrazione sulle tempistiche dei lavori». Polemica anche l’assessore all’Educazione Angela Brandi: «Non avrei mai investito una cifra così ampia per riqualificare questa scuola - ha affermato -. Si tratta di un edificio certamente rilevante dal punto di vista architettonico, ma molto piccolo e quindi poco funzionale. In questi anni poi le iscrizioni dei bambini alla scuola italiana sono calate, tanto che si è persa una sezione e non vorrei mai che andasse a scemare del tutto». Inoltre l'assessore si interroga sulla condivisione degli spazi: «Al secondo piano ci sono 5 aule per 24 bambini della sezione slovena, mentre al livello superiore gli stessi ambienti ospitano 77 alunni della primaria italiana. È evidente che gli spazi non sono suddivisi in modo equo e vanno ripensati insieme ai dirigenti scolastici».

«Questa scuola rappresenta da sempre un punto di riferimento fondamentale per il quartiere e il territorio e crediamo sia stato importante riqualificarla e valorizzarla - hanno precisato le consigliere Pd Fabiana Martini e Valentina Repini -. Ci auguriamo che le stesse valutazioni l’assessore le avrebbe fatte anche nel caso si fosse trattato di una scuola di sola lingua italiana».

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