Lavoro in aumento a Trieste: tasso di inattività sceso del 2,8%

Dati positivi indicano la ripresa delle assunzioni soprattutto per le donne e i giovani. In calo anche le iscrizioni alle liste di mobilità

Occupazione sostanzialmente in aumento a Trieste, specialmente quella a tempo indeterminato: giovani che da inattivi passano a cercare un lavoro e il dato relativo all'occupazione delle donne che registra un segno positivo. Questo il quadro dell'andamento del mercato del lavoro nell'area triestina illustrato dall'assessore regionale al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti, nel corso del primo dei quattro incontri programmati sul territorio regionale per offrire un monitoraggio aggiornato alle rappresentanze delle parti sociali al tavolo regionale di concertazione.

In particolare l'assessore Panariti ha rimarcato, oltre al ruolo giocato dagli strumenti nazionali come le decontribuzioni, anche gli incentivi e i percorsi messi in campo dalla Regione, con particolare riferimento, per quel che riguarda la riduzione della disoccupazione giovanile, ai tirocini in quanto occasioni formative importanti e concrete, e non interpretate come un lavoro sottopagato.

Nel dettaglio, sulla base dei dati elaborati dall'Istat, l'occupazione nell'area triestina dal 2014 al 2015 è salita del 1,5%, mentre il tasso di inattività è sceso del 2,8%. Significativo l'aumento degli occupati del 7,6% nella fascia 55-64 anni, in quanto categoria con maggiori difficoltà a ricollocarsi. Bene anche il segmento che va dai 25 ai 34 anni, con un +1,1%. Ma un altro elemento di novità è rappresentato dal tasso di inattività che, per i giovani dai 15 ai 29 anni, è calato del 7,5% «segno - ha osservato l'assessore Panariti - che è stato centrato l'obiettivo di individuare e motivare chi aveva rinunciato a cercare un lavoro, questo anche per merito, oltre ai tirocini, anche di strumenti come i bonus occupazionali di Garanzia giovani».

Ma, come detto, è il dato dell'occupazione femminile che assume una sensibile rilevanza: anche se permane il gap tra tasso di occupazione maschile e femminile, si osserva come l'incremento dell'occupazione femminile per la provincia di Trieste segni in termini percentuali un +1,5%, mentre il dato regionale marca un -0,9%. Per quel che attiene invece un'analisi più mirata sul lavoro a tempo indeterminato la percentuale sul totale delle assunzioni afferenti a questa tipologia di contratti nel quarto trimestre del 2015 per la provincia di Trieste è stata del 24,2%, mentre nello stesso periodo dell'anno precedente era del 7%.

In riferimento ai settori produttivi, sempre per quel che riguarda il tempo indeterminato nel periodo 2014-2015, da segnalare i servizi nel campo turistico e di supporto alle imprese che segnano un +82%, il ramo delle attività di trasporto e magazzinaggio +238,2%, i servizi di alloggio e ristorazione +178,9% e l'industria con +242,5%.

Al top quindi professioni come quelle qualificate nelle attività commerciali (+196,8%) e artigiani, agricoltori e operai specializzati (+226,4%). Una tendenza in netto calo quella delle iscrizioni alle liste di mobilità: dalle 2.576 del primo trimestre del 2013 si è passati alle 1.225 del quarto trimestre del 2015. Analoga diminuzione fra il 2014 e il 2015 della cassa integrazione: -59,3% per quella ordinaria, -0,5 per la straordinaria e -35% per quella in deroga. Prendendo infine in esame le comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro, il saldo fra assunzioni e cessazioni nel gennaio del 2016, sempre nella provincia di Trieste, risulta essere positivo (+598).

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«Questi dati - ha spiegato l'assessore Panariti - sono importanti in primo luogo per prendere atto che tutta una serie di strumenti sui quali abbiamo lavorato stanno dando dei risultati positivi, secondariamente il report ci aiuta a comprendere in quale direzione programmare le energie e le risorse che la Regione ha a disposizione. In particolare dovremo accompagnare gli elementi positivi che sono emersi: penso, ad esempio, all'esaurimento delle decontribuzioni statali per le assunzioni a tempo indeterminato e alla necessità di intervenire in questo senso».

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