Mendicati e richiedenti asilo, Roberti scrive alla Caritas: «Desidero chiarimenti»

Il vicesindaco Roberti scrive una lettera aperta indirizzata alla Caritas diocesana a seguito dell'episodio verificatosi in piazza dell'Ospedale nel quale è stato coinvolto un mendicante che sembrerebbe essere un richiedente asilo accolto proprio presso la struttura

«Prendo carta e penna - o, meglio, tastiera e pc - per scrivere questa lettera in attesa di chiarimenti da parte vostra in merito a un comunicato stampa dello scorso 14.7.2017 riguardante i controlli della Polizia Locale in piazza dell'Ospedale, di un parapiglia con una persona molesta e violenta, e del ferimento di alcuni appartenenti al Corpo. Lo faccio in forma pubblica perché la notizia è di dominio pubblico, perché le risposte sicuramente le desidero conoscere io in quanto assessore alla Polizia Locale, ma è giusto che le sappiano tutti i cittadini che hanno appreso la notizia dagli organi di informazione, e che sembra conoscessero bene quella persona». Comincia così la lettera aperta del vicensindaco Roberti indirizzata alla Caritas diocesana a seguito dell'episodio verificatosi in piazza dell'Ospedale.

«Partiamo dai fatti: la scorsa settimana una pattuglia della Polizia Locale passa per piazza dell'Ospedale, nota un mendicante che chiede in modo insistente e molesto del denaro a un anziano. Si ferma, scende dalla macchina e raggiunge il mendicante chiedendogli i documenti. Alla richiesta, l'uomo comincia a urlare e si rifiuta di fornirli agli agenti. Ne nasce un parapiglia con l'uomo che cerca di divincolarsi tra gomitate e morsi. Accompagnato in Caserma e poi in Questura, l'uomo è stato sanzionato per mendicità molesta e denunciato per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e rifiuto di esibire i documenti d'identità. Fin qui quanto letto sui giornali. Quel che mi spinge a scrivervi però è altro. Da quel giorno ricevo diverse telefonate e segnalazioni che mi dicono che quell'uomo, un nigeriano di 31 anni, sarebbe lì da diversi mesi a chiedere insistentemente l'elemosina. Dalla stessa Polizia Locale vengo a sapere che in effetti altre volte era stato allontanato, se non sanzionato. Arrivano altre telefonate, messaggi e mail che mi dicono che questa persona sarebbe un richiedente asilo accolto presso la Caritas. Rimango davvero sbigottito. Chiedo e, in effetti, la Polizia Locale mi conferma che si tratta di un richiedente asilo in attesa del secondo grado di giudizio dopo il diniego alla prima domanda».

«Ancora una persona mi dice che sarebbe il beneficiario di un appartamento Caritas in via Vasari. A questo punto la presente richiesta di chiarimenti diventa d'obbligo. È vero che A.P. nigeriano di 31 anni è un richiedente asilo inserito nel programma di accoglienza e affidato alla Caritas? Se la risposta è no, il discorso finisce qui, le solite malelingue hanno parlato a sproposito, mi scuso e non c'è nulla di cui discutere».

«Se la risposta è si, chiedo: a questa persona avete dato, senza spese per lui, un tetto sulla testa, gli fornite 3 pasti al giorno, vestiario, una tessera dell'autobus, un programma di assistenza e un pocket money giornaliero per le spese minute. Per fare questo percepite del denaro pubblico, frutto di quelle tasse di chi la casa gratis non ce l'ha, i vestiti se li deve comprare da solo e se non ha i soldi per un pasto, lo salta. Che bisogno ha questa persona di molestare un anziano per chiedere altro denaro? Visto che la persona è ben nota in zona e noto è il fatto che è affidato alla Caritas, voi eravate a conoscenza del fatto che tra un pasto gratuito e l'altro andava a molestare le persone in piazza Ospedale, e che ciò costituisce un illecito amministrativo, o eravate all'oscuro di tutto?»

«Sinceramente non so cosa augurarmi, che l'abbiate saputo e di conseguenza taciuto, o che non ci sia alcun controllo sull'attività delle persone che accogliete e per le quali percepite del denaro, ma adesso, arrivati a questo punto, quali provvedimenti pensate di adottare?»

«Spero di avere, per me e per tutta la cittadinanza, delle risposte esaustive, nel frattempo scriverò anche al Prefetto e alla commissione territoriale per chiedere analoghi chiarimenti nella speranza che quanto accaduto sia elemento dirimente per la decisione sulla domanda di asilo di questa persona».

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