Accoglienza, da luglio trasferiti in altre regioni oltre 1200 migranti

I dati sono emersi nel corso della VI Commissione consiliare. Dalle relazioni dei quattro prefetti della regione sono emersi i dati relativi al 2019: 2.951 è il numero dei richiedenti asilo presenti in regione al 16 settembre (erano 3.651 al 1° luglio), una presenza diminuita negli ultimi mesi grazie anche al piano di distribuzione che contempla la dislocazione verso altri territori

Gestione dell'accoglienza e procedure di redistribuzione e di rimpatrio dei migranti presenti in Friuli Venezia Giulia. E' il tema sul quale la VI Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau (Progetto FVG/Ar), ha convocato in audizione, alla presenza dell'assessore regionale Pierpaolo Roberti, i quattro prefetti della regione, Valerio Valenti (Trieste), Angelo Ciuni (Udine), Massimo Marchesiello (Gorizia) e Rosaria Maiorino (Pordenone).

Dalle relazioni dei rappresentanti degli uffici territoriali del Governo sono emersi prima di tutto alcuni dati relativi al 2019: 2.951 è il numero dei richiedenti asilo presenti in regione al 16 settembre (erano 3.651 al 1° luglio), una presenza diminuita negli ultimi mesi grazie anche al piano di distribuzione che contempla la dislocazione verso altri territori: al 24 settembre risultavano trasferiti 1.262 migranti verso altre regioni.

La rotta balcanica e la collaborazione con la Slovenia

La rotta balcanica però - ha riferito il prefetto Valenti -, continua a essere aperta e viene percorsa da migranti - si tratta in prevalenza di cittadini che provengono da Afghanistan e Pakistan - che giungono in Italia attraversando altri Paesi Ue (Slovenia e Croazia). Questa situazione ha portato nel corso dell'anno a un incremento delle attività di pattugliamento e controllo lungo l'asse confinario, che hanno prodotto risultati apprezzabili. Dei 5.526 migranti entrati in Italia attraverso i confini del Friuli Venezia Giulia, 3.509 sono stati intercettati grazie all'attività delle Forze dell'ordine, 2.017 sono invece coloro che, eludendo i controlli, hanno formulato successivamente la richiesta di asilo.

Si tratta di un'attività difficile - è stato osservato - per le caratteristiche morfologiche dell'area confinaria, il numero esteso di valichi, il flusso migratorio che si adegua costantemente alle capacità di contrasto del fenomeno, tanto che non si può escludere che una quota di persone continui a sfuggire ai controlli, rafforzati anche grazie alla presenza di pattuglie miste organizzate in collaborazione con la vicina Slovenia, la cui sperimentazione cesserà tuttavia il 30 settembre, salvo diversa determinazione del ministero competente.

"Trieste sotto controllo"

Sul fronte dell'accoglienza il prefetto Valenti ha riferito di una situazione che a Trieste è sotto controllo, dove il fenomeno migratorio è gestito in modo da non creare disagi alle comunità e nel rispetto delle norme vigenti.

Nel capoluogo giuliano si è scelto di chiudere le strutture collettive di accoglienza e di mantenere viva e operativa la cosiddetta accoglienza diffusa, mentre a Udine restano attivi anche i centri di grande accoglienza, come la caserma Cavarzerani, come ha riferito il prefetto Ciuni. In Friuli, sul fronte della nazionalità dei migranti emerge che degli 873 accolti tra Udine e provincia, 712 sono i cittadini pakistani.

A Pordenone - ha detto Rosaria Maiorino - sono presenti 409 richiedenti asilo (dati riferiti al 24 settembre), prevalentemente adulti e di sesso maschile e anche in questo caso provenienti in prevalenza dal Pakistan (342). Le domande di rimpatrio assistito sono state 9, mentre 99 sono stati i richiedenti trasferiti in altre regioni e 87 i migranti trasferiti da Trieste.

Anche a Gorizia la situazione è sotto controllo - riferisce Massimo Marchesiello -: le presenze (390 persone in accoglienza) sono in calo, ma si registra negli ultimi tempi più frequentemente, come a Trieste, la presenza di gruppi di persone che valicano il confine.

Ulteriori dati

Ulteriori dati forniti alla Commissione hanno riguardato la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, con sede a Trieste, che attualmente ha 1.710 istanze di richiedenti asilo politico da esaminare e 1.473 nuove istanze formalizzate, mentre risultano esaminate 1.850 istanze.

L'assessore Roberti ha commentato positivamente l'attività svolta durante quest'anno, sviluppata anche in collaborazione e in sinergia con l'amministrazione regionale e la diminuzione delle presenze sul territorio regionale, condizione legata all'intensificarsi dei controlli e dei conseguenti rintracci.

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Sono quindi seguite numerose domande da parte dei consiglieri su tempi e modalità delle istanze dei richiedenti, strutture di accoglienza, controllo della situazione sanitaria, criticità legate all'ordine pubblico e modalità di integrazione soprattutto in riferimento ai nuclei familiari giunti sul territorio.

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