Si masturba davanti a una bambina: in manette 56enne

L'uomo, gravato da precedenti, è stato rintracciato anche grazie ai sistemi di videosorveglianza dell'autobus, e arrestato dopo serrate indagini della Polizia Locale in sinergia con la Procura. Rischia fino a 5 anni di carcere

Si siede davanti a una bambina in autobus e si masturba davanti a lei. Poi grazie alle telecamere e alle indagini della Polizia Locale viene riconosciuto: aveva precedenti a carico e ora rischia fino a 5 anni di carcere. Il reato è stato commesso alle 18.30 dell’11 marzo.

I fatti

Una ragazzina dodicenne sta rientrando a casa da scuola in autobus come ogni giorno. Insieme a lei sale sul mezzo un uomo di mezza età che prende posto di fronte a lei nella parte retrostante dell’autobus, a quell’ora poco frequentato. L’uomo, sicuro di non essere visto da altre persone, si abbassa i pantaloni e si esibisce davanti alla ragazzina, guardandola durante il suo gesto. La bimba, intenta a messaggiare con il cellulare, non si accorge subito di quanto sta accadendo ma, qualche istante dopo, alza lo sguardo e assiste impotente alla scena, paralizzata dalla paura. Poco prima della fermata successiva la bimba trova la forza psicologica di alzarsi e raggiungere la parte centrale del bus sedendosi in una zona illuminata accanto ad altri passeggeri. Rimane però impietrita e con lo sguardo abbassato attendendo che l’uomo scenda dal mezzo.

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Lo sfogo

Il trauma e la vergogna che la bambina prova, dopo aver assistito al fatto, la porta a confidarsi dapprima con una giovane amica e successivamente con la maestra. La sera del giorno dopo trova anche la forza di confidare tutto alla madre. La donna resta scioccata per quanto successo alla figlia e il giorno seguente denuncia il fatto agli operatori del Nucleo della Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Trieste e ai colleghi della Polizia Locale di San Dorligo della Valle, che, a riprova della stretta collaborazione in atto, lavorano in stretta sinergia.

Le indagini

Le indagini, concertate con la Procura della Repubblica, si sono avvalse delle telecamere interne del bus della Trieste Trasporti, da cui è possibile ricavare il video che immortala tutta la scena e fornisce agli investigatori immagini nitide del responsabile. L’uomo, dopo poche ore dalla visione delle tracce video, ha già un nome e cognome essendo riconosciuto dagli operatori per precedenti analoghi; si tratta, infatti, di un cinquantaseienne con plurimi precedenti specifici. Alla luce degli elementi raccolti, vengono predisposti servizi specifici con personale in borghese, sia a bordo di alcuni autobus ritenuti potenziali oggetti d’interesse dell’uomo, sia in alcune zone di Trieste frequentate da giovani.

L'arresto

La sua residenza viene costantemente e discretamente monitorata sino alla mattina di sabato scorso quando gli investigatori bussano alla porta dell’uomo, dando così esecuzione al mandato di arresto richiesto dal Gip di Trieste; verrà formalizzata la violazione dell’art. 609 quinques del Codice Penale (corruzione di minorenne) con pena fino a 5 anni di reclusione.

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