Salvini, accordo con l'Ungheria: "Porti aperti alla ricchezza, non ai problemi"

Il vicepremier è arrivato a Trieste e dopo aver "dribblato" piazza della Borsa, dove era atteso da un centinaio di sostenitori, si è recato in Prefettura per un breve incontro con il prefetto. Da qui è uscito per giungere nel palazzo della Regione dove ha presenziato alla firma dell'accordo sul porto

foto Aiello

Il vicepremier Matteo Salvini è arrivato a Trieste e ha presenziato alla firma dell'importante accordo con il governo ungherese sul porto di Trieste. Dopo aver incontrato il prefetto Valerio Valenti, Salvini ha fatto il punto della situazione durante una conferenza stampa successiva al cerimoniale di presentazione del progetto italo-ungherese. 

"Apriamo i porti a contributi di ricchezza e sviluppo, questi sono i porti che ci piacciono. Non li apriamo invece ai problemi" ha affermato il ministro degli Interni, in un chiaro riferimento alla politica della chiusura degli scali vero e proprio cavallo di battaglia della Lega. Sullo sviluppo della città menzionato anche dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, Matteo Salvini ha detto che "siete un'economia crescente e avete davanti sicuramente un periodo brillante". 

L'accordo con l'Ungheria prevede l'acquisizione da parte del governo Orban di un'area di 32 ettari e di una banchina lunga 300 metri nel porto di Trieste per un totale lordo di 31 milioni di euro. La durata della concessione demaniale relativa all'area di investimento è di 60 anni. Il governo ungherese intende creare una società "veicolo" proprio all'interno dell'area portuale investendo circa 100 milioni di euro legati al miglioramento delle infrastrutture. Budapest vuole poter arrivare ancora più velocemente a Trieste e ritorno, visto che sono già 28 i treni a settimana. L'idea ungherese è quella di portare un fatturato di circa due milioni di tonnellate di merci.  

Barriere e confini

Dagli accordi commerciali alla politica il passo è breve. Il leader del Carroccio, infatti che al suo arrivo in piazza Unità ha fatto un bagno di folla e subìto una contestazione, ha poi fatto riferimento alla situazione della frontiera italo-slovena e alle paventate misure di "barriere fisiche". "Speriamo di non dover arrivare né alla sospensione di Schengen e né alla realizzazione di muri". "Una sana difesa dei sacri confini del nostro paese sarà portata avanti. Confidiamo che il pattugliamento misto dia risultati anche perché non vorremmo essere costretti a utilizzare misure ulteriori. La situazione è sotto controllo però prevenire è meglio che curare e questo vale via terra e via mare". Chiara la puntualizzazione sugli ultimi fatti di cronaca che vedono la nave della ong Mediterranea che sta puntando verso il porto di Lampedusa. 

Rimpatri

"Mi sembra che ci sia una vera e propria offensiva delle ong nei confronti dell'Italia" ha affermato il ministro. Salvini ha poi fatto riferimento ai Centri per il rimpatrio, che in regione dovrebbero vedere la presenza di una struttura a Gradisca. "Entro poche settimane dovremmo sistemare tutte le procedure". "Siamo vicini poi all'accordo con alcuni paesi africani e asiatici per procedure di riammissione che non esistevano prima". "Non ci accontentiamo - ha continuato Salvini - perché scene come quella dell'accoltellamento di un richiedente asilo coinvolto in problemi di spaccio non fanno parte della cultura di questa città". 

"Contiamo di portare in dote ai triestini 40 uomini delle forze dell'ordine in più per la Polizia di Stato, Polizia di Frontiera nell'ambito dell'operazione "Strade sicure. Contiamo tuttavia anche in un maggiore intervento da parte della Slovenia e della Croazia. Questa mattina ho sentito i miei omologhi proprio per sincerarmi di tutto ciò". La Croazia dal 1 gennaio 2020 avrà la presidenza del semestre europeo ed è in odore di entrare nell'area Schengen. "Mi auguro che vogliano adottare dei controlli maggiori sui confini" ha detto Salvini.

Infiltrazioni mafiose

Alla nostra domanda sul rischio di inflitrazioni mafiose in un'area di potenziale sviluppo economico come Trieste, il ministro ha risposto che "laddove si prospettano investimenti di centinaia di milioni di euro, è bene sottoscrivere protocolli antimafia. Con la Prefettura stiamo lavorando da mesi per un protocollo che dovrebbe garantire l'esclusione di qualsiasi azienda in odor di mafia". 

Proprio alle 15 nel palazzo di governo in piazza Unità, Salvini firmerà i protocolli sulla legalità e sui rimpatri. 

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