Maxi-multa da 1000 euro all'ambulante, Polidori: "Non si molla"

La notizia è stata diffusa da Polidori in un post su Facebook. Il venditore ambulante era dotato di licenza, ma operava in un punto vietato dalle normativa regionale. Due le sanzioni, di cui una da mille euro

Due sanzioni, di cui una di mille euro, sono state comminate ad un ambulante che operava nei pressi dell'Agenzia delle Entrate. La notizia è stata resa nota dallo stesso Polidori sulla sua pagina Facebook. Il venditore era dotato di licenza ma operava in un punto vietato dalle normativa regionale.

"Il commercio abusivo è già di per sé attività non tollerabile: esercitarlo davanti all’Agenzia delle Entrate, poi, indigna ancora di più, proprio perché le merci sono esposte sulla proprietà di un ente la cui funzione è (o dovrebbe essere), quella di combattere, appunto, l’abusivismo -scrive il vicesindaco - . Al netto, quindi, della prolungata tolleranza (della cui motivazione sono all’oscuro) da parte dell’Agenzia, sulla quale già anni addietro segnalai, da cittadino e da imprenditore, la pessima sensazione di subire un’insopportabile discriminazione tra chi viene, giustamente, controllato, e chi impunemente appoggia le borsette da vendere illecitamente proprio sul davanzale del controllore, ebbene, su segnalazione di una cittadina, stavolta mi sono attivato con la Polizia Locale".

Le sanzioni

"Una prima sanzione - spiega Polidori - è stata comminata il 9 agosto al commerciante, di origine senegalese, che pur in possesso di licenza di ambulante, trasgrediva la normativa regionale (legge 29/2005 sul commercio), perché esercitava in zona aperta al pubblico: 1.000€ di sanzione ed applicazione del Daspo urbano con il divieto di ritornare sul posto entro le 48 ore; ma controllare due volte è meglio: “pizzicato” nuovamente oggi, altra sanzione ed altro Daspo, la cui comunicazione viene trasmessa alla Questura, che dovrà tenerne conto ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno; è su questo aspetto, più che su quello pecuniario, che queste persone sono più “sensibili”".

"Non si molla, combattere l’abusivismo in quel posto particolare è anche una questione di dignità e di rispetto verso cittadini ed imprenditori, che dietro l’angolo dove sono esposte le borsette entrano con uno spirito non proprio sereno e felice" conclude.

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