Medicina rigenerativa, pubblicato studio dei ricercatori dell'Università di Trieste

Nel numero di ottobre della prestigiosa rivista Biomaterials è pubblicato un’importante lavoro condotto presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, coordinato dalle professoresse Antonella Bandiera e Paola D’Andrea

Il muscolo scheletrico dei mammiferi possiede una limitata capacità di rigenerarsi una volta danneggiato a seguito di ferite, traumi o malattie degenerative. Nell’ambito della medicina rigenerativa, una promettente strategia è data dalla possibilità di riprodurre, in vitro, le prime fasi della rigenerazione del tessuto, cui far seguire lo sviluppo finale, in vivo, a seguito di impianto del materiale biologico ottenuto. Tale strategia è percorribile anche grazie alla costruzione di bio-interfacce di tipo innovativo in grado di mimare, in vitro, le caratteristiche della matrice extracellulare, il micro ambiente fisiologico in cui sono immerse le cellule.

Nel laboratorio della professoressa Bandiera sono stati sintetizzati, mediante la tecnologia del DNA ricombinante, i biopolimeri HELP (Human Elastin-Like Polypeptides) che, derivati dall’elastina umana, mantengono diverse proprietà peculiari di questa proteina fisiologicamente presente nella matrice di molti tessuti. Questi biopolimeri, dotati di ottima biocompatibilità, ben si prestano per la realizzazione di materiali biomimetici “intelligenti” di nuova generazione, il cui comportamento risponde alle condizioni dell’ambiente circostante e di conseguenza, li rende in grado di interagire con la componente biologica a livello cellulare. Con la collaborazione della professoressa Paola D’Andrea, tre di questi polipeptidi, differenti tra loro per alcune piccole porzioni della sequenza aminoacidica, sono stati saggiati come substrati di adesione per cellule di origine mioblastica, precursori delle fibre muscolari.

Questo studio ha dimostrato che, non solo i polipeptidi HELP stimolano il differenziamento miogenico di queste cellule, ma, soprattutto, che l’entità ed il tipo delle risposte cellulari dipendono strettamente dalla sequenza aminoacidica del polipeptide utilizzato.

I risultati ottenuti indicano che le proprietà dei polipeptidi HELP possono essere sfruttate da un lato per chiarire con maggior dettaglio i meccanismi molecolari responsabili dello sviluppo del muscolo scheletrico, dall’altro come basi di partenza per nuove strategie volte a promuovere, in vivo, la rigenerazione muscolare.

Il lavoro, intitolato “In vitro Myogenesis induced by Human Recombinant Elastin-Like Proteins”, è consultabile su Biomaterials, 67, 2015, 240-253. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.biomaterials.2015.07.041.

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